Tolentino, bilancio in ginocchio
Pezzanesi: “Servono pagamenti più veloci”
TERREMOTO - I costi dell'emergenza sisma hanno prosciugato le casse comunali. Il sindaco: "tra spese urgenti, ordinarie e anticipi c'è l’assenza totale di liquidità. Al momento non potremmo nemmeno comprare una penna se ci serve"

Il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi
di Federica Nardi
I soldi per gli sfollati e l’emergenza terremoto ci sono ma «i Comuni sono in ginocchio». I tempi della burocrazia e i tempi dei bilanci comunali non vanno di pari passo quando le spese sono per l’emergenza terremoto. L’allarme arriva dal sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, che a fine anno si trova a fare i conti, tra «spese urgenti, anticipi e spese ordinarie – dice il primo cittadino di uno dei comuni più colpiti dal sisma del 30 ottobre – c’è l’assenza totale di liquidità. Al momento non potremmo nemmeno comprare una penna se ci serve per il Comune».

Lavori in viale Vittorio Veneto a Tolentino
Il problema è che «i soldi ci sono ma ci mettono del tempo ad arrivare. Ad esempio per l’autonoma sistemazione come Comune abbiamo anticipato una prima rata di 600mila euro e la Regione ce ne ha ridati, per il momento, 300 mila. Se a questo aggiungiamo le minori entrare, o le tasse come Imu e rifiuti che devono ancora essere rimborsate dallo Stato, la situazione è critica, serve più velocità nei pagamenti. Noi dobbiamo anche garantire la continuità, gli stipendi dei nostri dipendenti». Pochi giorni fa il comune di Tolentino ha approvato una variazione di bilancio di oltre 2 milioni di euro per anticipare le spese dei lavori per il villaggio che ospiterà una parte dei 4mila sfollati della città. E anche i lavori urgenti per riaprire le zone rosse e sistemare le palazzine a rischio crollo hanno pesato non poco sul bilancio comunale. Per chi non ha più casa a causa del terremoto e sceglie l’albergo a pagare è direttamente la Regione. Ma a Tolentino sono poche le persone che hanno scelto quest’opzione. Molti sono andati in case in affitto e devono quindi pagare di tasca propria. Ma «se serve – dice Pezzanesi – il Comune mette una garanzia sul pagamento».


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