Incidenti e abbuffate di Natale,
il pronto soccorso va in tilt

ANCONA - Sala di attesa piena, oltre tre ore per una visita e ambulanze in coda sul piazzale. A causare i disagi una raffica di traumi gravi. Il primario Aldo Salvi: «Ci sono anche tanti accessi impropri per febbri e gastroenteriti, forse favorite dall'abuso alimentare di questi giorni»

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Il pronto soccorso

 

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Aldo Salvi

di Emanuele Garofalo

(Foto Giusy Marinelli)

Ore in fila al triage e ambulanze costrette a mettersi in coda nel piazzale del pronto soccorso per poter consegnare pazienti trasportati. Mattinata di super lavoro oggi all’ospedale regionale di Torrette a causa di quattro incidenti gravi accaduti nelle prime ore del mattino, a cui si sono aggiunti i primi casi di influenza, ma anche tanti problemi di stomaco, complici le abbuffate natalizie. C’è anche chi ha scelto Ancona arrivando da Jesi, per una reazione allergica da controllare e che nella città di Federico II avrebbe significato 19 ore di attesa. Un mix di emergenze che ha mandato in affanno l’ospedale e costretto i malati a tempi di attesa ben oltre le tre ore per i codici verdi e in alcuni momenti si sono formate lunghe file anche solo per l’accettazione. Smaltite le urgenze, dopo le 13, la situazione è tornata sotto controllo.

«C’è stato il solito iper afflusso di persone che vediamo nei giorni successivi ai festivi – conferma il primario del pronto soccorso Aldo Salvi – buona parte sono mali di stagione, febbri e gastroenteriti forse in parte favorite anche dall’eccessivo abuso alimentare di questi giorni. Di inusuale invece ci sono stati quattro traumi gravi in contemporanea, un numero di codici rossi e gialli che normalmente vediamo nel corso di una intera giornata. A parte questo, invitiamo le persone ad evitare l’accesso improprio al pronto soccorso e rivolgersi all’ospedale solo se la febbre alta persiste per più di tre giorni».

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Una delle salette interne, piena

Le ore più difficili sono state dalle 7.30 di fino alle 14. Diverse le persone che si sono rivolte di prima mattina al pronto soccorso lamentando di essere state visitate dopo ore di attesa. C’è anche chi è stato costretto a fare il pendolare da un ospedale all’altro: un residente di Jesi, dopo aver saputo che avrebbe dovuto aspettare 19 ore per una visita nel pronto soccorso nella propria città per controllare una reazione allergica, si è rivolto a Fabriano, ma qui non è stato accettato ed è stato rispedito al medico di famiglia. Perciò si è spostato ad Ancona. All’ospedale regionale se l’è cavata con circa 6 ore di anticamera, ma alla fine è riuscito a tornare a casa dopo aver ottenuto la prestazione medica.

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La sala di attesa piena

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La sala d’aspetto questa mattina

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