No crem sul forno crematorio:
“Va cancellato definitivamente”

CIVITANOVA - Il comitato contrario alla realizzazione dell'impianto nella città alta continua la battaglia e, tramite il presidente, chiede un no definitivo al progetto che per ora è stato solo accantonato. "E' ancora tenuto in vita dalla formula adottata in consiglio comunale - dice Alberto Mobili - spero che con le prossime elezioni si possa mettere la parola fine"

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Una delle proteste dei No crem

«Avevamo previsto con anticipo che l’impianto era inutile oltre che pericoloso per la salute. Adesso ci auguriamo che il progetto venga cancellato definitivamente». Tornano alla loro battaglia i “No crem”, il gruppo di cittadini contrari alla realizzazione del forno crematorio a Civitanova Alta e, per voce del loro presidente, chiedono che l’idea venga cancellata per sempre. «Il sindaco, il Pd cittadino e buona parte di questa amministrazione – dice Alberto Mobili – che hanno sostenuto e portato avanti quel progetto, purtroppo solo accantonato ma ancora tenuto in vita dalla formula adottata in consiglio comunale, dovrebbero ringraziare oggi tutti quei cittadini, non solo di Civitanova Alta, che ci hanno dato mandato e sostenuto nell’opporci a quello che noi consideravamo e consideriamo tuttora una follia sotto ogni aspetto, risparmiando cosi all’intera città di pagare un conto salato per i prossimi 20 anni. Non mi faccio illusioni sul fatto che lo facciano, ma spero vivamente che con le elezioni ormai prossime, si possa mettere definitivamente la parola fine su questo progetto». Il presidente ripercorre tutte le tappe della loro opposizione. «Già da molto tempo, oltre a sostenere la pericolosità e l’impatto ambientale disastroso del forno crematorio – continua Mobili – per la qualità dell’aria, già pessima, e per le ricadute che i metalli pesanti e le nanopolveri avrebbero avuto sulla popolazione residente, abbiamo fatto notare che la realizzazione dell’opera sarebbe stata molto rischiosa anche dal punto di vista economico. Infatti come avevamo annunciato un anno fa, il project financing si reggeva su un castello di carte fatto di previsioni troppo lontane dalla realtà Era noto a tutti, che sia San Benedetto che Fano e Pesaro, erano in dirittura di arrivo con i loro progetti già in fase di realizzazione finale e con cantieri aperti, come verificato dal Comitato da sopralluoghi e dal confronto diretto con i responsabili del progetto. Come avevamo previsto, pur non essendo dotati di particolari poteri precognitivi, già alla fine di quest’anno il nostro Comune avrebbe preso una “cantonata epocale”, mettendo in serie difficoltà i propri conti e quindi le tasse dei civitanovesi». «Tutto il piano di rientro del finanziamento – prosegue il presidente dei No crem – era infatti basato su una grande provenienza di utenza proprio da quei luoghi che già erano in procinto di realizzare questi impianti e che quindi non avrebbero mai usufruito del nostro, lasciando al Comune l’onere di far fronte alle mancate entrate. San Benedetto infatti ha raddoppiato il suo vecchio impianto con una nuova camera di combustione, in attesa di dismettere il vecchio, con il calo della richiesta. Fano con Pesaro invece, hanno inaugurato il 16 dicembre, al cimitero degli ulivi di Fano, un impianto pubblico, raccogliendo così tutto il nostro bacino di utenza, come da noi sostenuto sin dall’inizio. Infatti questo impianto è progettato per ricevere non solo dalla nostra regione ma anche da Toscana, Umbria, Abruzzo ed Emilia-Romagna».


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