Rubano per drogarsi, coppia in manette
Lei in lacrime ai carabinieri:
“Grazie, così mi salvate”

Arrestati un'osimana e un tunisino residente a Recanati con problemi di tossicodipendenza. Ambra Guzzini, 34 anni, e Saidi Housine, 30 anni, sono in carcere con l’accusa di furto aggravato continuato in concorso. Contestati furti in abitazioni e in centri commerciali della Valmusone, tra Osimo, Castelfidardo, Recanati e Porto Recanati. Lei perse un fratellino di 7 anni in un incidente ad Offagna e il Comune fu condannato a pagare 2 milioni di euro finendo in rosso

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Il capitano Raffaele Conforti, vertice della Compagnia Cc di Osimo (a sin.) ed il maresciallo Marcello Iarba, comandante della Stazione Cc di Osimo (a destra) durante la conferenza stampa

Il capitano Raffaele Conforti, vertice della Compagnia dei carabinieri di Osimo (a sinistra) ed il maresciallo Marcello Iarba, comandante della Stazione di Osimo

 

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Ambra Guzzini e Saidi Housine

 

Sono accusati di aver compiuto una serie di furti in abitazioni e centri commerciali (8 quelli contestati) della Valmusone, tra Osimo, Castelfidardo, Recanati e Porto Recanati, dove i due vivevano nascosti al Green River Village. L’osimana Ambra Guzzini, 34 anni, e il recanatese di origine tunisina Saidi Housine, 30 anni, sono ora in cella con l’accusa di furto aggravato continuato in concorso. Secondo gli investigatori, la coppia, con problemi di tossicodipendenza, rubava per pagarsi le dosi di droga che aveva bisogno di assumere.

La ragazza, bloccata per prima venerdì dai carabinieri di Osimo, domani mattina affronterà l’interrogatorio di garanzia nel carcere di Villa Fastiggi a Pesaro, dove è ristretta in custodia cautelare. La sua storia personale è segnata da una tragedia familiare, la morte del fratellino Amos. Nel 1997, il bambino di 7 anni scivolò in una scarpata di via Martin Luther King ad Offagna non protetta da guardrail e nella caduta il suo capo si conficcò sullo spuntone di una recinzione metallica del giardino sottostante. Morì dopo 5 giorni di agonia e per quel decesso, dopo 18 anni, il Comune di Offagna è stato condannato a pagare in solido un maxi risarcimento di 2 milioni di euro. Nell’impossibilità di liquidare il debito ai genitori e alle sorelle del piccolo, da marzo l’amministrazione del borgo medievale è stata dichiarata in dissesto finanziario.

img-20161212-wa0006Guzzini e la sua famiglia hanno sofferto moltissimo per quella morte. La ragazza, che è madre di due figli, ha cercato invano di liberarsi dalla dipendenza degli stupefacenti entrando in diverse comunità. Venerdì, durante l’arresto, ha ringraziato in lacrime i carabinieri per averla fermata aprendole uno spiraglio di luce nella sua vita. “Se non mi aveste preso, da sola non ce l’avrei mai fatta” avrebbe confidato al maresciallo Marcello Iarba che ha diretto le indagini sotto il coordinamento del capitano Raffaele Conforti, comandante della Compagnia di Osimo. “I furti che le vengono contestati sono per ora solo quattro”, spiega l’avvocato Paolo Mengoni, legale della 36enne.

Le indagini sono partite dopo le denunce di tabaccai per furti di sigarette, gratta e vinci, ma anche di proprietari di abitazioni per gioielli e denaro contante trafugato e di auto. I carabinieri ritengono che la coppia sia responsabile del colpo messo a segno a settembre al Bar Polo di Osimo, in una villa osimana a ottobre e dei due raid nella tabaccheria di via Cesare Battisti tra ottobre e novembre. Ma indizi concordati riportano la coppia anche sulla scena di un tentativo di furto fallito alla tabaccheria dell’Ipersimply di Villa Musone a Castelfidardo e del furto di una Ford Ka per garantirsi la fuga poi rinvenuta a Porto Recanti. Mentre a Porto Recanati i due si sarebbero impossessati per due volte di una Fiat Multipla per commettere un furto di sigarette, denaro e gratta & vinci al New Bar di Recanati, in località Squartabue. Il numero dei furti accreditati potrebbe però aumentare perché al vaglio degli investigatori ce ne sono altri consumati nelle ultime settimane tra Osimo, Loreto, Recanati e Castelfidardo.

img-20161212-wa0008Saidi Housine, viveva in clandestinità e si procurava da mangiare rovistando tra i rifiuti. Si riforniva dello stupefacente al Green River village di Porto Recanati e si appoggiava per dormire in casolari abbandonati. I militari lo hanno individuato stamattina, prima dell’alba, in un hotel abbandonato di Porto Recanati. Gli investigatori, coordinati dal pm Irene Bilotta, sono risaliti ad entrambi grazie all’analisi dei fotogrammi delle telecamere della video sorveglianza pubblica e privata che ha immortalato la coppia vestita sempre con gli stessi abiti dal logo evidente, i numeri 84 stampati sulla maglia e 23 sui pantaloni. Indumenti recuperati dai carabinieri e assunti come prova.

(m. p. c.)

 


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