La ricostruzione dopo Renzi
Ceriscioli: “Incognita non da poco,
il governo ha preso tanti impegni”

TERREMOTO - Il presidente della Regione: "Viene meno il nostro interlocutore principale". Il senatore Morgoni: "Speriamo che non si metta a soqquadro una impalcatura che è stata costruita per rispondere in modo più efficace possibile alle esigenze dei territori". L'onorevole Piergiorgio Carrescia, relatore del decreto sisma alla Camera: "Va in aula lunedì prossimo. E' importante che non vengano proposte modifiche o rischia di decadere". L'assessore Sciapichetti: "Se non passa è una tragedia. Finora lavorato in maniera celere come mai prima"
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Matteo Renzi con il governatore Luca Ceriscioli a Macerata

Matteo Renzi con il governatore Luca Ceriscioli a Macerata

 

di Gianluca Ginella

Nel giro di meno di 24 ore il quadro è cambiato con il No al referendum e le dimissioni del premier Matteo Renzi. Fatti che potrebbero avere ripercussioni anche sulla gestione della ricostruzione. Mentre dovrebbe andare in porto entro la prossima settimana l’approvazione del decreto sisma. Le dimissioni del governo, secondo il presidente della Regione Luca Ceriscioli aprono «un’incognita non da poco» sul dopo terremoto. Questo perché «Il Governo ha preso tanti impegni significativi che riguardano la ricostruzione, le risposte ai bisogni più immediati. Per noi viene meno quello che era stato l’interlocutore principale». Con il nuovo governo «si dovrà ricominciare», per far sì che «si impegni almeno nella stessa misura con la quale con grande generosità e impegno si era speso il governo Renzi». 

Mario Morgoni

Il senatore Mario Morgoni

«La problematicità la vedo più nel prosieguo di questa legislatura, se cambiano i riferimenti politici di chi si sta occupando della ricostruzione – dice il senatore Mario Morgoni –. Speriamo che non si metta a soqquadro una impalcatura che è stata costruita per rispondere in modo più efficace possibile alle esigenze dei territori. Vorrei sperare che qualunque tipo di governo ci sarà voglia garantire elementi essenziali alla continuità. Confido che anche la fase successiva sia gestita in coerenza con i problemi del territorio. C’è l’esigenza che si parta in maniera spedita e che non ci siano troppe scosse a livello organizzativo».

L'onorevole Piergiorgio Carrescia

L’onorevole Piergiorgio Carrescia

«Sicuramente il cambiamento di governo non aiuta – dice l’onorevole Piergiorgio Carrescia –. Oggi il sottosegretario che sta seguendo il decreto è l’onorevole Paola De Micheli, mentre l’altro è il viceministro De Vincenti, non so se domani ci sarà qualcun altro. E’ ovvio che se cambiano i riferimenti, questo non aiuta: un nuovo sottosegretario, un nuovo ministro vanno a occuparsi di una materia che non conoscono nel dettaglio e questo può comportare qualche giorno in più per decidere». «La preoccupazione c’è perché un conto è avere ministri che sono già venuti sul territorio e hanno conosciuto la situazione, un conto è averne altri che avranno necessità di un po’ più di tempo per rendersi conto della situazione – prosegue l’assessore regionale alla Ricostruzione, Angelo Sciapichetti –. Finora si è lavorato in maniera celere, in Italia non c’è mai stata per nessun terremoto la celerità con cui si è intervenuto su questo». Dovrebbe invece andare in porto entro la prossima settimana l’approvazione del decreto sisma. «Lunedì prossimo va in aula – dice l’onorevole Carrescia, che è il relatore del decreto –, i termini scadono il 17 dicembre. E’ da evitare di fare modifiche, sennò si rischia che decada. Spero che ci sia un atteggiamento consapevole da parte di tutti».

L'assessore regionale Angelo Sciapichetti

L’assessore regionale Angelo Sciapichetti

«E’ chiaro che se non venisse convertito decadrebbe e quindi sarebbe una tragedia in una tragedia ancora più grande – dice l’assessore Sciapichetti –. Il problema è che deve essere approvato come è uscito dal Senato, dovessero essere proposte modifiche tornerebbe in Senato e a quel punto i termini decadrebbero». Uno scenario che però sembra piuttosto improbabile, «credo il decreto sarà convertito definitivamente alla Camera, senza modifiche – aggiunge il senatore Morgoni –. Se ci fossero andrebbe fuori tempo massimo. Ma non ho dubbi che sarà approvato. Sarebbe un atto di totale irresponsabilità compromettere la conversione del decreto che contiene tutti gli strumenti per far ripartire il territorio».

Il sindaco Gianluca Pasqui

Il sindaco Gianluca Pasqui

«Credo che il decreto sia definito, penso che la responsabilità su questa partita sia talmente alta che non ci sono motivi per far pensare che possano esserci intoppi» dice il sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci. Tranquillo anche il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui: «Non credo che un governo possa far venire meno tutto quello che era stato deciso fin qui, è altrettanto vero che rimane un commissario che diventa garanzia di continuità. Certo se non era successo niente non stavamo nemmeno qui a porci la domanda, ma confido nel buon senso di chi oggi continua a governare il Paese».

 

Crolli a Camerino

Crolli a Camerino



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