Sferisterio: taglio di 50mila euro,
incontro in ministero prima di Natale
L’ipotesi “Ampliare a 150 i mecenati”

MACERATA - Tolte al festival risorse dal fondo per lo spettacolo. Il sovrintendente Luciano Messi: "Un decreto che ci penalizza perché non tiene conto delle caratteristiche dell'Arena". Preoccupate le maestranze: "Chiediamo garanzie per il futuro"

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prima del trovatore sferisterio macerata opera festval 2016 foto ap (16)

 

di Claudio Ricci

Tagli allo Sferisterio. Il ministero decurta le risorse destinate all’arena dal fondo unico dello spettacolo. Risultato: 50mila euro in meno per l’arena a ridosso della chiusura di bilancio 2016. Il taglio aggiuntivo riguarda il calo del numero assoluto di spettatori tra 2015 e 2014. Una sforbiciata che già l’anno scorso si era abbattuta sull’esercizio dell’ente lirico a stagione in corso con un taglio di 100mila euro. “Il meccanismo attribuisce un valore in punti e ad ogni punto, vale circa 700 euro in meno rispetto allo scorso anno – spiega il sovrintendente Luciano Messi impegnato ad Ascoli con la prima del Nabucco – Abbiamo lo stesso punteggio dell’anno scorso. Cresce un po’ la qualità artistica (che fino al 2014 valeva molto di più) e la dimensione quantitativa, ma cala un po’ la qualità indicizzata per via di un indicatore che riguarda il numero assoluto di spettatori in diminuzione rispetto al 2014″.

brindisi inaugurazione macerata opera festival 2016 luciano messi foto ap (10)

Il sovrintendente Luciano Messi

Una graduatoria che vede superata Macerata da teatri di tradizione come Catania, Parma, Ravenna, Modena Como-Milano e Reggio Emilia. Strutture valutate per la capacità di “fare cassa” in base al numero degli spettacoli in cartellone. “La differenza – spiega Messi – è che nessuno di questi è un teatro all’aperto come lo Sferisterio e funzionano tutto l’anno. O come nel caso di Catania rappresentano un ente regionale autonomo. Nella valutazione del ministero poi non rientrano solo la lirica ma anche attività di altro genere”. Un decreto largamente contestato quello per l’assegnazione dei fondi che avrebbe dovuto riguardare solo la passata stagione ma che si sta estendendo a tutto il triennio fino al 2017. “Ci sono molti ricorsi – specifica il sovrintendente – e nessuno si azzarda a toccarlo perché le pendenze potrebbero moltiplicare. Una legge quadro sta per essere presentata in queste settimane in parlamento e dovrebbe essere approvata entro l’estate 2017. Il problema è che la dimensione qualitativa vale solo 20 punti su 100. Ci battiamo perché le caratteristiche dello Sferisterio (arena all’aperto, stagionalità del cartellone, dimensioni, incertezza delle condizioni atmosferiche, pubblico internazionale) vengano riconosciute e non racchiuse solo nelle maggiorazioni delle recite all’aperto. Intanto le rappresentanze sindacali unitarie del Macerata opera festival esprimono profonda preoccupazione a seguito della notizia dei tagli: “I tecnici precari di palcoscenico già duramente colpiti dalla crisi economica e dalla loro condizione di insopportabile intermittenza, respingono questi provvedimenti ministeriali e chiedono ai dirigenti dell’associazione e agli amministratori locali garanzie per il loro futuro. Un paese che toglie fondi alla cultura non risparmia, piuttosto diventa inevitabilmente più povero”.

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Le maestranze dello Sferisterio al lavoro per l’allestimento di un’opera (foto d’archivio)

Il Cda ha chiesto un incontro con il ministero, che dovrebbe esserci entro Natale, per discutere delle modifiche da apportare al contesto normativa in vista dell’approvazione della nuova legge quadro. “Ci troviamo a dover far fronte a penalizzazioni ulteriori. Abbiamo chiesto un incontro urgente che dovrà avvenire entro Natale. Il taglio arriva in un momento peggiore rispetto a quello dello scorso anno – continua Messi – Abbiamo un margine ristretto per recuperare prima della chiusura dell’esercizio e dovremo promuovere iniziative come abbiamo fatto l’anno scorso. La prima proposta è di ampliare i mecenati a 150 per dare un segnale di risposta del territorio. Il secondo è dare il segnale di risposta di un territorio vessato dal sisma. Un territorio che ha bisogno di simboli intorno a cui raccogliersi e di sicuro lo Sferisterio è un valore identitario. Ci piacerebbe essere considerati per i valori che esprimiamo al di là di parametri asettici. Macerata se lo merita e lo ha dimostrato ricorrendo ai propri contributi. La nostra efficienza gestionale deve essere premiata. Non ci dimentichiamo che l’autofinanziamento dello Sferisterio in questi anni ha superato il finanziamento pubblico”.


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