Marco, in cucina per i terremotati
“Sono disoccupato,
ho scelto di rendermi utile”

SISMA - A Gagliole sono diversi i volontari che aiutano i residenti. Tra loro c'è un operaio in mobilità di San Severino: "La mia casa ora è qui". Alla mensa lavorano anche giovani venuti dal Piemonte

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Marco Veroli

Marco Veroli

 

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Marsilia Vanni, Sue Ellen e Lorenzo volontari alla mensa di Gagliole

 

di Monia Orazi

Dall’inizio dell’emergenza terremoto gli sfollati di Gagliole che sono alloggiati nella scuola ed il centro sociale dietro il comune, possono contare sulla solidarietà di tante persone, volontari provenienti da gran parte d’Italia, ma anche persone del posto. Lavora ininterrottamente dal primo giorno, per dieci ore al giorno, Marco Veroli, residente a Pitino di San Severino, operaio in mobilità, che in questo periodo di emergenza si dedica al volontariato nella mensa scolastica, che prepara pasti per i terremotati. “E’ andato due ore a casa, poi è subito tornato, dicendo che ormai il suo mondo è qui, una persona così è rara ed impagabile”, racconta il sindaco Mauro Riccioni. In cucina insieme ai cuochi delle Brigate della Solidarietà, Sue Ellen e Lorenzo, dalla Val Di Susa e Marsilia Vanni, sfollata che ha deciso di dare una mano, c’è anche Marco: “Vivo da solo ed in un momento difficile come questo ho scelto di rendermi utile, qui mi trovo bene, è come una famiglia per me, a casa non ho nessuno, sto bene, lavoro e non penso a nulla. Ho fatto il meccanico diversi anni, poi ho lavorato in un’altra ditta a San Severino, che negli ultimi anni ha ridotto il personale, mettendo me e diverse persone in mobilità. Questo lavoro mi piace, spero di poter continuare a dare una mano”.

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La farmacia a Gagliole

Racconta Marsilia Vanni: “Anzichè starmene con le mani in mano, ho deciso di venire qui e rendermi utile”. Sue Ellen e Lorenzo, delle brigate della solidarietà, vengono da Torino, spiega la giovane donna: “E’ bello poter aiutare gli altri, ho lasciato tre figli a casa per essere qui, ma l’esperienza e l’arricchimento umano che danno situazioni come questa sono impagabili”. Nella vicina Selvalagli, si riparte dal sorriso delle donne. Da qualche giorno, nel piccolo centro sociale in legno della frazione ormai svuotata, intitolato alla memoria di Alfredino Rampi, hanno riaperto i battenti il bar di Paola Marucci e la farmacia di Nanda Mancinelli.

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Il bar di Paola Marucci


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