Sisma, emergenza anziani:
“470 non sono autosufficienti,
un fondo regionale per aiutarli”
TERREMOTO - L'allarme dei sindacati dei pensionati. "Molte famiglie sono rimaste sole. Occorre un piano straordinario di servizi residenziali, diurni e domiciliari". Chiesto l'intervento delle federazioni nazionali per un progetto di ricostruzione di strutture residenziali
Emergenza per gli anziani non autosufficienti dopo i terremoti che hanno colpito la nostra provincia. L’allarme lo hanno lanciato i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil dopo che nelle Marche sono state dichiarate inagibili 19 strutture residenziali «Si stima siano circa 470 gli anziani marchigiani non autosufficienti ricollocati in altre strutture, al domicilio o presso hotel e scuole – scrivono le tre sigle sindacali –. Gli indici di invecchiamento nelle zone interne delle tre province più colpite dal sisma (Macerata, Fermo e Ascoli) sono tra i più elevati in tutto il Paese. Si stima che in questi territori risiedano quasi 30mila anziani non autosufficienti, per i quali, dopo il sisma, la situazione è divenuta ancora più drammatica». Sono numerose le segnalazioni di difficoltà a fornire servizi di assistenza a domicilio da parte dei Comuni e delle cure domiciliari gestite dai distretti sanitari. «Un fenomeno aggravato dalla “fuga” di tante assistenti familiari private, a seguito della quale moltissime famiglie – spesso a loro volta “sfollate” o in grande difficoltà – sono rimaste sole a prendersi cura dei loro congiunti non autosufficienti» dicono Uil, Cisl e Cgil. I sindacati dei pensionati il 5 luglio hanno presentato in Regione un documento in cui si chiede «lo stanziamento di un fondo regionale per il finanziamento di un piano straordinario di servizi residenziali, diurni e domiciliari per le persone non autosufficienti e le loro famiglie» scrivono i sindacati che ritengono necessario «ora più che mai, che la Regione dia risposte alle proposte» contenute nel documento. Le tre sigle sindacali continuano inoltre la sottoscrizione nazionale per la raccolta di fondi da destinare ad interventi su servizi e strutture di pubblica utilità. I sindacati hanno chiesto anche l’intervento delle federazioni nazionali per «contribuire ad un progetto di ricostruzione di alcune strutture residenziali per anziani, da individuare in raccordo con le istituzioni territoriali». In merito a questo tema i sindacati chiedono un incontro urgente con la Regione per aprire un confronto sulle soluzioni per «gestire la fase dell’emergenza, garantire la continuità nell’assistenza e iniziare da subito a programmare il futuro assetto dei servizi per le persone non autosufficienti e per le loro famiglie».

Speriamo facciano qualcosa e presto,sembra si siano spenti i riflettori su questa situazione.
Basterebbe anche spostare tutti i clandestini che abbiamo sul groppone per aiutare i nostri anziani, ma la prefetta continua ad accogliere a nostre spese!