Bracconaggio, maglia nera a Macerata:
“Quinta nei processi contro ignoti”

REPORT - Legambiente ha reso note le cifre del rapporto zoomafia. "La provincia prima nelle Marche e in cima alla classifica nazionale con un totale di 65 azioni giudiziarie nel quadriennio 2012-2015"

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cacciatori

 

Bracconaggio, triste primato alla provincia di Macerata. In base al report di Legambiente elaborato sui dati trasmessi dalle Procure all’associazione nazionale Lav ai fini della redazione del rapporto Zoomafia la provincia veste la maglia nera per il numero di procedimenti contro ignoti nella caccia di frodo. Secondo il dossier, tra il 2012 e il 2015, sono state 65 le azioni giudiziarie (segue Ascoli con 10 ed Ancona con 8) e 35 contro i noti (21 Ascoli, 18 Ancona, 4 Pesaro). Mentre son 46 le persone indagate (una ogni 31,7 giorni) a fronte delle 25 di Ascoli, 22 di Ancona e 6 di Pesaro.

 

 

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La classifica diramata da Legambiente

 

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Il presidente di Legambiente Marche Francesca Pulcini

Il quadro cambia sui dati trasmessi dalle forze di polizia. Con 160 infrazioni, e 101 persone denunciate Macerata si piazza al quarto posto dietro ad Ancona (rispettivamente 762 e 791), Ascoli (427 e 396) e Pesaro (260 e 239). Diversa la situazione nei sequestri dove ai 287 di Ancona seguono i 134 effettuati in provincia. Fanalino di coda Fermo con 22 infrazioni, 12 denunciati e 19 sequestri. «Nelle Marche dal 2009 al 2015 sono state registrate 1.631 infrazioni contro la fauna selvatica, 1.539 persone denunciate e 594 sequestri – fa sapere Legambiente – Nella classifica nazionale, maglia nera per procedimenti contro ignoti va proprio alla provincia di Macerata, che si piazza al quinto posto in Italia con un totale di 65 nel quadriennio 2012-2015. Virtuosa, invece, risulta la provincia di Fermo per quanto riguarda le infrazioni, con 22 rilevate in sette anni, dato tra i più bassi a livello nazionale».

«Sulla base dei risultati dello studio effettuato, non possiamo assolutamente dichiarare risolto il problema del bracconaggio – commenta Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche –. Chiediamo, quindi, agli enti locali un rafforzamento della vigilanza ambientale e una valorizzazione della vigilanza volontaria, attività che svolgiamo con il nostro nucleo di guardie zoofile, adeguati al controllo del numero di concessioni di prelievo venatorio rilasciate. Sarebbe necessario e urgente, inoltre, un rafforzamento del sistema sanzionatorio e delle misure accessorie per un efficace contrasto del bracconaggio».

(Cla.Ri.)

 

Spari vicino alle case, piovono pallini su citofoni e porte


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