Intitolazione dello stadio a Lazzarini,
“Ciarapica cerca solo consenso”
CIVITANOVA - Il consigliere Pier Paolo Rossi: "Cerca di appropriarsi di una richiesta datata 27 luglio della tifoseria organizzata, inopportuna la mozione in Consiglio". La risposta: "Non accetto lezioni sulle procedure"
Mozione in consiglio per l’intitolazione dello stadio al tifoso Italo Lazzarini, è polemica. Il consigliere comunale Pier Paolo Rossi contesta la proposta del consigliere Fabrizio Ciarapica che nei giorni scorsi aveva rilanciato la richiesta di alcuni ultras portandola all’attenzione dell’opposizione proponendo di portarla in consiglio. Rossi accusa il collega consigliere di voler mettere il cappello su una iniziativa della tifoseria per ottenere visibilità ai fini della campagna elettorale. «Ciarapica presenta una mozione per l’intitolazione dello stadio comunale? Speriamo almeno si presenti in Consiglio per discuterla vista la recente scarsa frequentazione dell’aula». Rossi commenta così la proposta derubricando l’iniziativa come “demagogica e stucchevole”. Rossi non entra nel merito dell’intitolazione in sè, ma si limita a commentare la scelta di Ciarapica di utilizzare la mozione e discuterla in consiglio anziché nella sede deputata della giunta. «Ciarapica cerca di appropriarsi di una richiesta datata 27 luglio della tifoseria organizzata della Civitanovese Calcio in cui si chiedeva al sindaco e al presidente del Consiglio di attribuire al polisportivo comunale di Civitanova la denominazione di “Stadio Italo Lazzarini”. Non entro nel merito della proposta fatta dai tifosi, che è legittima vista la profonda passione di Lazzarini, pioniere della tifoseria organizzata a Civitanova, ma ritengo il metodo di Ciarapica consapevolmente inopportuno, esclusivamente finalizzato ad ottenere consenso e visibilità. L’ex assessore sa benissimo che i provvedimenti per l’intitolazione di aree di circolazione e di luoghi in genere sono adottati non dal Consiglio Comunale ma dalla Giunta, previa consultazione della Commissione per la Toponomastica, presentare quindi una mozione in consiglio comunale ha il solo cinico scopo di evidenziare oltremodo la proposta. Ciarapica farebbe bene, come recentemente gli ha ricordato il suo compagno di banco Corallini, a rivedere la sua strategia politica, rispettando il suo ruolo istituzionale ed i colleghi consiglieri, con una “opposizione” continua e costante sui banchi del Consiglio Comunale, fino alla fine del mandato».
Non si fa attendere la replica di Ciarapica che parla di rispetto della procedura: «non accetto lezioni sulle procedure che a differenza di Rossi conosco molto bene. La mozione prevede che il consiglio comunale inviti la commissione toponomastica a valutare la proposta. Quindi tutto nel rispetto del regolamento e nelle facoltà dell’aula, lasciando poi alla giunta la decisione finale. Infine è spiacevole e deplorevole che colleghi consiglieri, anch’essi genitori, continuino ad infangarmi per alcune assenze, causate come spiegato più volte, ad un periodo di malattia di mio figlio, a taluni può non piacere, ma la famiglia per me viene prima di ogni altra cosa».
(l.b.)


