Estorsione e calunnia a un 40enne,
doppia condanna
SAN SEVERINO - Cinque anni per il macedone Sulejman Nexhbi, accusato di essersi fatto consegnare 700 euro con ripetute minacce. Un anno e sei mesi alla romena Ana Maria Visoiu, che avrebbe accusato falsamente un settempedano di aver cercato di farla prostituire
Un 40enne era finito nel mirino di un macedone che gli avrebbe estorto 700 euro e di una romena che lo aveva accusato di aver cercato di indurla a prostituirsi. Oggi sono stati entrambi condannati al tribunale di Macerata. Il primo, Sulejman Nexhbi, 42enne macedone, a 5 anni per estorsione, la seconda, Ana Maria Visoiu, 25 anni, a 1 anno e sei mesi per calunnia. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Enrico Riccioni, Nexhbi avrebbe in più occasioni minacciato un 40enne settempedano di ritorsioni verso lui e i suoi familiari se non avesse pagato a lui e ad altre persone (che non sono state identificate), 700 euro. Somma che l’uomo pretendeva dal 40enne senza alcun titolo e che, continua l’accusa, si sarebbe fatto consegnare dopo aver fissato un appuntamento alla stazione di Macerata. Nexhbi avrebbe anche minacciato il 40enne esibendo una pistola. La romena Visoiu, era invece accusata di aver calunniato il 40enne dicendo, falsamente secondo l’accusa, che aveva tentato di indurla a prostituirsi nella zona di Milano e che l’aveva picchiata colpendola con due schiaffi quando lei si era rifiutata. Nexhbi è difeso dall’avvocato Barbara Recanati. Il 40enne si era costituito parte civile, assistito dall’avvocato Gianluca Gattari.
