Cristiano De Andrè
all’arena Gigli,
il silenzio prima della musica

PORTO RECANATI - Il cantautore ha portato il suo ultimo tour con una scaletta dedicata ai capolavori del padre. "Sono profondamente commosso per quanto successo dopo questo terremoto". Finale esplosivo con gli arrangiamenti rock di "Volta la carta" e "Il pescatore"

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de andrè

Cristiano De Andrè con il violino durante la scatenata interpretazione di “Volta la carta”

de andrè

di Leonardo Giorgi

«Porto in giro per l’Italia un abbraccio collettivo, facendo conoscere i pezzi di mio padre secondo la mia visione». L’abbraccio di Cristiano De Andrè raggiunge l’arena di Beniamino Gigli di Porto Recanati ed è interamente dedicato alle popolazioni colpite dal devastante terremoto delle 3,36 di mercoledì. «Sono profondamente commosso per quello che è successo» ha commentato il figlio del celebre cantautore Fabrizio, prima di chiedere un minuto di silenzio. Un silenzio surreale, che ha avvolto le centinaia di persone presenti al concerto.

Il pubblico sotto il palco per i bis del cantautore

Il pubblico sotto il palco per i bis del cantautore

Una scaletta d’eccellenza, quella scelta da Cristiano per la tappa del tour “De Andrè canta De Andrè”, fatta di pezzi dell’album cult “Creuza de Ma” e tanti capolavori storici del poeta, tra cui “La guerra di Piero”, “Don Raffaè” e “Amore che vieni, amore che vai”. Per quasi due ore il pubblico dell’arena è riuscito a dimenticare l’incubo dello sciame sismico delle ultime ore e in tanti si sono scatenati sotto il palco al momento dei bis chiesti a gran voce dai presenti: “Volta la carta” e “Il pescatore”, entrambi in versione folk-rock e scanditi dalla tecnica sopraffina dei musicisti Osvaldo di Dio, Davide Pezzin, Davide Devito e Max Marcolini. Commozione sul finale quando il pubblico ha continuato a gridare per almeno un’altra canzone. Lo struggente pezzo scelto da De Andrè è stato “La canzone dell’amore perduto”. E se, come recita il testo, «l’amore che strappa i capelli è perduto ormai», quello per Fabrizio è ancora vivo e vegeto. Come dimostra il pubblico di tutte le età che ieri sera ha cantato e recitato parola per parola, come fosse una preghiera, il testo “Dormono sulla collina”. Che, alla luce di quanto successo ad Amatrice, Accumuli e Arquata del Tronto, ha assunto, ieri sera, tutto un altro significato.

De Andrè e la sua band alla fine del concerto

De Andrè e la sua band alla fine del concerto

 


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