Medea per Medici senza frontiere,
“milioni di passi” nel Mediterraneo
SFERISTERIO - Il Macerata Opera sostiene la campagna umanitaria dedicata a migranti, sfollati e rifugiati in tutto il mondo con lo spettacolo ideato da Francesco Micheli che andrà in scena giovedì sera. Dall’opera musicale di Cherubini al film di Pasolini con le scenografie di Dante Ferretti. Il soprano Alexandra Deshorties è Medea, l’attore Cesare Bocci è Giasone, Marìa Pilar Pérez Aspa legge Euripide. Dalle 19 in piazza Mazzini degustazioni di vini e assaggi street food mediterranei. Intanto Norma chiude col sold out

Luciano Messi, Romano Carancini e Francesco Micheli
di Maria Stefania Gelsomini
(Foto di Lucrezia Benfatto)
Giovedì lo Sferisterio sarà Medea, ieri sera è stato Norma: l’opera di Bellini ha chiuso in bellezza la terza recita col tutto esaurito. “Medea da Cherubini a Pasolini” è la prima assoluta dello spettacolo ideato da Francesco Micheli, che ne cura anche la regia, evento clou del festival OFF 2016. Le scenografie sono di Dante Ferretti, che aggiorna in formato digitale quelle create per l’omonimo film di Pier Paolo Pasolini, i costumi sono disegnati da Piero Tosi (sul palco anche quelli indossati da Maria Callas forniti dal Museo Tirelli), la direzione d’orchestra è del maestro Ivan Ciampa. La serata, realizzata in partnership con l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini e con il contributo del Charity Sponsor Eurosuole, è in favore della campagna Milioni di passi di Medici Senza Frontiere.

Il soprano Alexandra Deshorties, al debutto in Italia
Un’occasione particolare per focalizzare l’attenzione sul Mediterraneo, su ciò che oggi rappresenta e su ciò che ha rappresentato nel corso dei secoli quale crocevia di culture, di popoli e di civiltà. I protagonisti saranno la Medea euripidea, interpretata e letta dall’attrice Maria Pilar Pérez Aspa, e la Medea settecentesca di Cherubini cantata dalla soprano Alexandra Deshorties al suo debutto italiano, già acclamata Medea al Grand Théâtre de Genève, chiamata a sostituire l’indisposta Daniela Dessì. Tra queste due Medee straniere, per un caso oppure no, un Giasone nostrano, l’attore Cesare Bocci. La direzione d’orchestra è affidata al maestro Ivan Ciampa.
Lo spettacolo, che nella sua forma teatrale è già di per sé una felice contaminazione tra musica lirica, canto e recitazione, porta in scena l’idea stessa di contaminazione. Il personaggio classico di Medea, la genitrice degenere che uccide i propri figli, viene indagato da un’angolazione diversa: diventa, nella lettura di Micheli, il tragico paradigma delle conseguenze del processo di sradicamento di una persona (in questo caso una barbara, una selvaggia), che viene a trovarsi in forte disagio in un paese che non è il suo. Perciò il tema centrale, quello che riporta all’attualità, non sarà l’uccisione dei figli ma il rapporto con il diverso.
“Difficile mantenere gli standard morali – ha spiegato oggi durante la presentazione alla stampa la Pérez Aspa, autrice anche della ricerca dei testi dello spettacolo, tra cui il libro di Hannah Arendt “Noi rifugiati” – quando si viene tolti dal proprio contesto sociale: è così in Euripide ed è così nella Arendt”. Anche la Deshorties, arrivata ieri a Macerata e già catapultata nel mezzo delle prove, si è detta felice di prendere parte al progetto, che rispecchia la sua filosofia personale: “Medea è prima di tutto una madre, e il Mediterraneo è il mare-madre, da cui tutta l’attuale situazione e divisione geografica, storica, culturale è derivata e che condiziona le nostre vite. Medea è una rappresentazione della sofferenza molto particolare, di persone che si trovano senza umanità perché hanno perso il controllo della propria vita. Alla corte di Creonte si valorizzava il possesso delle cose e non delle persone con le loro storie, che anzi venivano usate. La decadenza dello spirito umano, della cura e della cultura della persona crea dei mostri, ripetizioni di errori storici che ciclicamente si rinnovano.”
Il recupero di questo spirito e delle radici perdute è il significato profondo di questo spettacolo, che Micheli definisce “una grande festa rinascimentale” in cui l’esperienza sociale e l’arte sono strettamente legate in perfetta armonia. Anna Maria Mandese, responsabile Medici Senza Frontiere Marche, ha fatto il punto sulle attività dell’organizzazione: “la campagna #MILIONIDIPASSI è stata lanciata nel 2015 ma già dal 2002 MSF si occupa di migranti in Europa, fornendo supporto sanitario, psicologico, cibo, acqua potabile, alloggi. In 18 mesi ha assistito 200mila persone, nel Mediterraneo con 3 navi ha effettuato 23mila salvataggi. MSF in Italia non attinge a fondi istituzionali, ma si sostiene solo con donazioni private, di associazioni, fondazioni e aziende selezionate. Dal 17 giugno scorso MSF ha rifiutato anche i soldi dell’Unione Europea per il forte dissenso con la sua politica in seguito all’accordo con la Turchia.”
Contaminazione sì ma forte radicamento nel territorio anche per l’evento enogastronomico pre-Medea. In piazza Mazzini, a partire dalle 19, saranno allestiti tre gazebo a cura dell’Istituto Marchigiano Tutela Vini, dove si gusterà dell’ottimo street food marchigiano e siriano. “L’IMT – spiega il direttore Alberto Mazzoni – riunisce oltre 700 aziende per la promozione del cibo e del vino delle Marche nel mondo, e negli ultimi due anni abbiamo investito 6 milioni di euro per la comunicazione. Le Marche sono la quarta regione italiana per l’enoturismo, e la prima regione italiana che investe nei giovani per l’agricoltura”. Cifre che fanno ben sperare per il futuro, ma intanto ci sono ghiotte specialità da assaggiare giovedì sera, per una integrazione culturale da costruire prima di tutto a tavola, o meglio per strada: un finger food nostrano-esotico che avrà per protagoniste polpette e melanzane. In un gazebo, lo chef stellato marchigiano Errico Recanati preparerà delle polpettine di vitellone bianco dell’Appennino IgP, in un altro gazebo alcuni chef siriani dell’associazione Yalla Yalla proporranno delle polpettine di ceci, i classici falafel mediorientali. Nel terzo gazebo i migliori vini della provincia di Macerata per un brindisi al territorio e alla solidarietà.
Appuntamento giovedì 11 agosto alle 21 allo Sferisterio, per una serata di arte e beneficenza che il sindaco Carancini assicura “non può lasciare indifferenti, sarà indimenticabile”, perché “la cultura deve far riflettere”. “Un appuntamento unico – conferma il sovrintendente Messi – speciale, di grandissimo valore culturale, artistico e sociale”, al quale tutti i maceratesi sono chiamati a partecipare.
I biglietti sono in vendita al prezzo di 42, 32 e 22 euro. Per ogni biglietto, 2 euro saranno devoluti a MSF, ma sarà possibile effettuare ulteriori donazioni la sera dello spettacolo nelle postazioni dedicate. Il costo delle degustazioni invece è di 10 euro, ridotto a 8 se si acquista il biglietto insieme a quello dello spettacolo.



















Ottime iniziative. Ma è la politica adottata dal governo che non funziona.
è irritante vedere la cultura a livelli così elevati, sottoposta a questa politica europea dettata da oltreoceano.
non a caso Medici senza frontiere è un’associazione che era amministrata dal figlio di david rokfeller e anche http://www.ilmessaggero.it/home/rockefeller_richardmorto_schianto_aereo-456853.html l’associazione rilancia allarme catastrofe: che, unitamente a Soros ed altri banchieri internazionali, si legge , finanzierebbero, se le notizie dovessero essere confermate, immigrazioni di massa http://www.imolaoggi.it/2016/01/05/nel-2015-medici-senza-frontiere-ha-traghettato-in-italia-20-129-clandestini/ ed altre sospette macchine di guerra http://xn--identit-fwa.com/blog/2015/08/18/immigrazione-di-massa-la-nuova-strategia-del-caos-del-mondialismo-statunitense/
Che cosa non ci si inventa per fare cassa…