Servizi idrici, i sindacati:
“Settore frammentato
e costi in aumento”
ACQUA - Cgil, Cisl e Uil chiedono di accelerare i tempi nel percorso verso il gestore unico

Il gestore unico del servizio idrico, nel Maceratese, è «fermo al palo» e l’aumento dei costi «difficile da accettare». Sono Cgil, Cisl e Uil di Macerata a chiedere di accelerare i tempi dopo l’assemblea che ieri ha riunito l’Aato 3, l’ente che organizza il servizio e a cui fa capo il sindaco di Recanati Francesco Fiordomo. Il primo termine da rispettare per riunificare la gestione del servizio idrico, imposta dalla legge, era il 30 giugno. «Nel frattempo – dicono i sindacati in una nota – l’ambito di Macerata rischia il commissariamento per mancato rispetto della normativa nazionale. E in questo quadro, come se non bastasse, le tariffe sono aumentate». Del 3,5 percento nel 2016, un aumento dovuto agli investimenti quadriennali (15 milioni quest’anno, 55 milioni nei prossimi tre), necessari per le infrastrutture. Ma i sindacati fanno fatica ad accettarlo, soprattutto perché «su di esso pesa la perdurante situazione di grave frammentazione del settore, a sua volta frutto di un mancato intervento di aggregazione e razionalizzazione del sistema delle aziende idriche». A dimostrarlo, dicono i sindacati, il paragone con l’Aato 2 di Ancona, dove «da tempo la gestione del servizio idrico integrato è affidata a un soggetto unico» e che «ha deliberato sempre nei giorni scorsi un piano di investimenti pari a 65 milioni nel quadriennio (quindi di poco superiore a quello dell’Aato 3) con un incremento della tariffa all’utenza del 1,5 percento (meno della metà dell’incremento maceratese)».