Fileni, un fatturato da “bio”:
340 milioni nel 2015
CINGOLI - L'azienda alimentare ha presentato il bilancio sociale dello scorso anno agli investitori. Introiti e investimenti sul biologico in crescita, focus sulla nuova immagine del marchio. Inaugurata una borsa di studio intitolata al figlio del fondatore, scomparso prematuramente nel 1996

Il coro di bambine che ha aperto l’incontro
di Leonardo Giorgi
«Per fare tutto ci vuole un fiore» canta il coro di bambine che ha aperto l’assemblea degli investitori di Fileni, dove sono stati presentati il bilancio sociale 2015 e i progetti futuri dell’azienda. I versi della canzone di Sergio Endrigo sono stati ripresi dalla stessa direttrice marketing Roberta Fileni, che, nell’aula Verdi del palazzo municipale di Cingoli, ha dettato la linea sulla quale si baserà l’immagine e i metodi di produzione dell’azienda alimentare nei prossimi mesi. «É proprio vero – spiega Fileni, figlia del fondatore Giovanni – che per fare tutto, sia nella produzione di polli che nella costruzione dell’azienda, ci vuole un fiore. La natura e la terra che lasceremo ai nostri bambini sono fondamentali per la filosofia Fileni. Per questo abbiamo deciso di dare una nuova immagine all’azienda, legata al territorio marchigiano e all’allevamento biologico. Nelle prossime settimane le nostre confezioni cambieranno faccia, così che il consumatore abbia un’idea precisa di cosa va a comprare quando sceglie Fileni». Lo storico logo Fileni rimarrà lo stesso, ma verrà inserito in uno sfondo verde la cui forma ricorda quella delle colline marchigiane. Accanto al logo verrà inserita la tagline “É naturale, è buono”. Il restyling coinvolgerà anche tutti i tipi di camion aziendali e rientra in un progetto di investimento sulla comunicazione che mira a rafforzare la già forte posizione di Fileni nel settore italiano accanto ai colossi Aia e Amadori.

Roberta Fileni, direttrice marketing
«Dal 2016 al 2020 – evidenzia il direttore finanziario Marco Ciurlanti – faremo investimenti per 80 milioni di euro. 28 di questi andranno interamente alla zootecnica bio. Siamo stati i primi, 15 anni fa, a concentrare la nostra filiera sulla produzione bio». «Per quanto riguarda il 2015 – spiega Ciurlanti – il fatturato dell’azienda è stato di 340 milioni di euro, in crescita rispetto ai 325 del 2013 e i 330 del 2014». Un risultato di successo che si riflette anche in altri dati non secondari. «Sempre lo scorso anno – continua – abbiamo fatto investimenti per 12,8 milioni e abbiamo macellato 114mila tonnellate di carne, 5mila in più rispetto al 2013 e al 2014». Prima del saluto finale del fondatore dell’azienda, la figlia Roberta ha preso di nuovo la parola e ha annunciato, commossa, le borse di studio che la fondazione intitolata al fratello Marco, scomparso prematuramente vent’anni fa, saranno concesse agli studenti più meritevoli e in particolari condizioni economiche. «Sono sicura – commenta la donna – che Marco sarebbe contento di questo progetto. La sua vivacità e il suo entusiasmo vivranno nei giovani che supporteremo nello studio. Le borse saranno dieci per l’istruzione superiore e dieci per la formazione universitaria. Dalla prossima settimana sul sito di Fileni saranno presenti tutti i dettagli per le modalità di richiesta».

Giovanni Fileni, fondatore dell’azienda
Nel finale, tra gli applausi della gremitissima aula Verdi (in cui erano presenti i sindaci Filippo Saltamartini di Cingoli, Romano Carancini di Macerata, Ubaldo Scuppa di Apiro, Renzo Martinelli di Castelraimondo, Massimo Bacci di Jesi, Patrizia Rosini di Staffolo e Barbara Romualdi di Castelplanio), è salito sul palco Giovanni Fileni. «Io più di tutti ho messo il coraggio in questa azienda. Tuttavia – sottolinea il fondatore della più grande industria cingolana – la paura fa parte dei migliori imprenditori. Stiamo crescendo, ma se non fosse per l’aumento dei prezzi del grano, la crescita sarebbe stata più alta. Oltre al biologico e alle linee di prodotti senza glutine e quelli impanati non fritti, il nostro futuro è la gastronomia. Piatti veloci già pronti dedicati ai single e a chi non ha tempo per cucinare. I nostri investimenti inoltre saranno diretti all’abbattimento dei costi dei trasporti, avvicinando gli allevamenti di polli ai nostri stabilimenti. Sarà comunque un processo difficile, perchè nel nostro territorio c’è una forte mancanza di spazi per dei veri e propri allevamenti bio». Infine, Fileni dedica un pensiero ai suoi 1800 dipendenti. «Abbiamo un personale incredibile. – commenta l’imprenditore – I nostri lavoratori rappresentano un vero successo perchè abbiamo messo insieme una squadra proveniente da 52 nazioni diverse. Un risultato che si può ottenere solo con il rispetto reciproco».

La gremita aula Verdi

A destra, il sindaco di Macerata, Romano Carancini

La presentazione dei nuovi automezzi Fileni
Speriamo che non faccia la fine di Amadori… Per chi ha visto Report tg3