Ad Urbisaglia il ricordo di
Giovanna Maria Fabrini

INCONTRO - L'evento in programma sabato alle 16 al teatro comunale. Nel sito dell’antica città romana l'archeologa, docente dell'università di Macerata, aveva avviato e diretto il cantiere didattico

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Giovanna Maria Fabrini

Giovanna Maria Fabrini

 

Ricordare Giovanna Maria Fabrini, docente e archeologa dell’università di Macerata, scomparsa all’età di 67 anni lo scorso gennaio. Sabato alle 16 al teatro comunale di Urbisaglia si terrà la giornata in memoria dell’allieva del grande maestro del ‘900 Antonino Di Vita. La professoressa Fabrini è stata protagonista per anni dell’archeologia maceratese e ha diretto la sua équipe in scavi e ricerche in tutto il bacino del Mediterraneo, dall’Africa, alla Grecia ed Italia, fino ad Urbisaglia facendo dell’università di Macerata uno degli Atenei italiani più presenti e attivi a livello internazionale nel campo delle ricerche archeologiche. E proprio a Urbisaglia colleghi, collaboratori, studenti, insieme a numerosi amici vogliono ricordare la sua attività di docente e ricercatrice. Proprio nel sito dell’antica città romana di Urbs Salvia, 25 anni fa, la docente aveva avviato e diretto il cantiere didattico dell’Ateneo maceratese dove, grazie al suo impegno, si sono formati decine di archeologi che hanno potuto apprendere e applicare nel corso delle missioni le metodologie dello scavo archeologico, spesso propedeutiche alla partecipazione ai più importanti scavi all’estero. Questi allievi oggi continuano l’attività dei maestri ampliandone anche le aree di interesse e proseguendo nell’attività di formazione. Le ricerche di Fabrini hanno contribuito a cambiare il volto dell’antica Urbs Salvia, della quale oggi conosciamo il nome più antico, Pollentia, e le strutture monumentali che a quel primo insediamento fanno riferimento. Di questi temi, nel corso di due relazioni, parleranno i professori Gianfranco Paci e Roberto Perna che con Fabrini hanno a lungo collaborato in un percorso di ricerche storico-archeologiche che, oltre a arricchire le conoscenze relative alla città, ha consentito di riportare alla luce importanti strutture monumentali della stessa. Queste, restaurate e protette grazie anche alla costante collaborazione del Comune di Urbisaglia e della Soprintendenza archeologica per le Marche, oggi arricchiscono e articolano il percorso archeologico della città. Proprio per questo a conclusione delle relazioni, sarà organizzata una visita che si concentrerà in particolare sulle più recenti acquisizioni legate agli scavi diretti dalla professoressa Fabrini.


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