Micozzi apre le porte di casa Pd:
“Nessun giallo sulle tessere,
bisogna seguire le regole”
MACERATA - All'indomani della polemica aperta dal dirigente Nicola Perfetti il segretario risponde sull'accesso all'elenco degli iscritti: "C'è una norma dello statuto nazionale che dice come fare e non si può violare. Occorre partecipare di più alle nostre iniziative". Sullo stallo ParkSì: "Fermi e in attesa di ulteriore documentazione"
di Claudio Ricci
Casa Pd: il segretario comunale Paolo Micozzi apre le porte e mette in chiaro alcuni punti. Dal mistero dell’identità degli iscritti sollevato ieri dal dirigente Nicola Perfetti (leggi l’articolo), al ParkSì mai arrivato in Consiglio comunale, fino alla visita dell’ex premier e anti-renziano Massimo D’Alema venerdì a Macerata (leggi l’articolo). Si parte proprio dal giallo sull’accesso all’anagrafe dei tesserati 2015 sollevato ieri dal membro del direttivo cittadino. «Non c’è nessun giallo – stempera Micozzi – La prima regola quando si fa parte di un partito è che si accettano le norme stabilite dal partito stesso. Ci sono norme che disciplinano il trattamento dei dati degli iscritti e non sono nel regolamento regionale ma nello statuto nazionale. All’articolo 41 vengono indicate quali sono le strade da seguire per accedere all’anagrafe iscritti». La norma citata da Micozzi rimanda ad un regolamento per l’accesso all’anagrafe degli iscritti, con procedure esplicative e norme attuative, deliberato dal congresso nazionale del Pd nell’ottobre 2013: «Viene specificato che occorre inoltrare una richiesta motivata ad una commissione congressuale che garantisce la parità di trattamento dei dati in caso di campagne elettorali o di tesseramenti. La stessa commissione sta validando le tessere per cui se dovesse esserci un condannato o un indagato, come giustamente ha fatto notare Perfetti, questo verrebbe fuori».
Quindi entra nel merito delle eccezioni mosse dal membro del direttivo maceratese: «La norma dell’Autohority citata da Perfetti è vera ma è generale. Il regolamento di partito prevede che i nominativi possano essere dati solo nell’imminenza di una scadenza elettorale o di una campagna tesseramenti. Il segretario non può violare una norma prevista dallo statuto nazionale e questo lo dovrebbe sapere. Se ci fosse una maggiore partecipazione alle iniziative questo tipo di problematiche non si verrebbero a creare. A proposito di trasparenza, ad esempio, stiamo portando avanti il ciclo di incontri nei quartieri proprio per avvicinare la cittadinanza alle attività di partito e amministrative. Il 20 saremo a Villa Potenza e il 27 a Corneto».
Il segretario fa luce sulla questione Park Sì. In attesa che la delibera (annunciata dapprima per Natale ma mai approdata in Assise) arrivi in Consiglio tutto tace. Soprattutto in casa Pd dove secondo i maligni regna ancora l’avversione nei confronti dell’operazione sponsorizzata dal sindaco Romano Carancini. «Qualche rallentamento c’è stato – commenta Micozzi – e i tempi per l’approdo in consiglio sono superati rispetto alle previsioni. La decisione rimane ferma perché stiamo aspettando ulteriore documentazione. In particolare devono arrivare il parere del Centro nazionale di studi sugli enti locali in merito alla fattibilità amministrativa dell’operazione e il parere dell’avvocato Lucchetti di Ancona sull’affidamento in house del parcheggio ad Apm».
Dulcis in fundo, un commento alla visita dell’ex premier Massimo D’Alema venerdì all’università di Macerata: «E’ un esponente di spicco del partito anche se su alcune sue posizioni non mi ritrovo. Cercherò di essere presente magari per una parte dell’incontro anche se in corrispondenza dell’evento ci sarà l’inaugurazione della Raci a cui vorrei partecipare».


Chiarito il giallo delle tessere, rimane da chiarire il giallo del Park Sì, rimane cioè da spiegare per quale motivo tanti dirigenti e amministratori del PD, e tra loro anche persone di valore, tacciono omertosamente sulla folle operazione di acquisto del parcheggione di via Mugnoz (operazione non folle in sè, ma per il prezzo assurdo che Carancini vuole a tutti i costi elargire alla SABA). La città aspetta uno scatto di orgoglio da costoro, e non la consueta ipocrisia.
Bravo Peppe, Datemi un qualsiasi commercialista che approvi una simile operazione economica. Ditemene uno solo di tutto l’albo della Provincia e della Regione! Che altro c’è sotto, Carancini e PD maceratese tutto quanto? Il Consulente per APM , Piergiacomi, ha parlato chiaro a suo tempo: e quindi che carte , che numeri volete portare in Consiglio dopo la solita politica degli annunci e degli aggiustamenti? Ma per favore…non insutate la minima intelligenza che a voi non appartiene.
A me sembra giusto essere iscritto ad un partito e magari non volerlo far sapere in giro, fosse solo perché me ne vergogno o perché non vorrei che si pensasse di me che sia iscritto al partito che magari sta al governo della città e la mia iscrizione abbia un secondo fine. A Macerata organizzate dibattiti, incontri, studi su tutto e di più e visto che il vostro sindaco non molla sul Park Sì, perché non mettete su una discussione sul tema: ” Che cosa ha convinto il sindaco di Civitanova a rinunciare al forno crematorio adducendo labili scuse per vedere se si possa attingere qualche spunto per convincere Carancini a rinunciare al più disastroso, per la città, affare che mente umana possa concepire, sapendo che acquistare qualcosa che nessuno vuole ad un prezzo incredibilmente alto e per il valore attuale e per lo scarso utilizzo che già si fa e che dimostra senza ombra di dubbio che detto bene ha una rimessa annuale ( seppur discordante ) di decine di migliaia di euro e forse anche più di dieci decine di migliaia di euro? “. Il titolo può sembrare un po’ lungo, ma si potrebbe risparmiare sul tipografo che a Macerata dovrebbe essere miliardario, scrivendo con la penna biro il retro dei tanti manifesti già usati e messi da parte per la raccolta differenziata. Mi si potrebbe obbiettare ma perché non l’ha organizzate a Civitanova? Perché non credo che vedrebbe la luce, un po’ perché non abbiamo la stessa organizzazione che avete a Macerata, un po’perché non abbiamo le vostre tante conoscenze di sociologi, scrittori, saggisti, giornalisti, addetti culturali ma soprattutto perché se si facessero domande dirette a chi sa, qualsiasi risposta venisse data, sarebbe ombreggiata da incredulità, come dire, ” quel vago sospetto che aleggia nelle cose in apparenza poco credibili ma che sotto sotto nascondono nella maniera più assoluta qualsiasi parvenza di sincerità “. E’ che purtroppo a Civitanova ci siamo abituati ad ascoltare o il silenzio o le bischerate dette da chi dopo decenni di ” scantafavole ” ancora non riesce a trovare ” la diritta via che conduce all’oblio “.
Che poi, in genere, le creature misteriose in casa più che quella del giallo suggeriscono l’atmosfera dell’horror.
Non credo che interessi molto la disquisizione giuridica ma quel che dice il segretario Micozzi non è corretto.
Lui cita l’art. 41 dello Statuto nazionale che rimanderebbe ad un regolamento del 2013; peccato che il primo è del luglio del 2015 e per ciò solo non può rimandare ad un regolamento del 2013, bensì ad altro ancora da emanare; quello del 2013 riguarda il congresso e stabilisce la procedura cui accenna Micozzi per consentire ai candidati di poter competere su un piano di parità e quindi di poter conoscere l’anagrafe degli iscritti (evidentemente per contattarli per essere eletti).
Ad oggi non c’è una regola specifica che, in attuazione del cit. art. 41, disciplini l’accesso all’anagrafe da parte del dirigente territoriale al di fuori di necessità congressuali anche perché se fosse vero quel che dice Micozzi mi dovrei rivolgere ad una commissione congressuale territorialmente competente (e dove sarebbe, visto che al momento non c’è congresso?); in conclusione quella che Micozzi chiama regola generale dettata dal Garante della privacy è nella specie anche regola puntuale.
Ciò precisato dal punto di vista giuridico, resta il fatto politico per cui ad un dirigente territoriale si frappongono ostacoli basati su norme inesistenti per accedere ai nomi degli iscritti (beninteso, non ai loro dati sensibili). Cosa c’è da proteggere? Oppure cosa c’è da ostacolare?
A questo punto ho due domande da porre al segretario:
1) le feroci (presunte) regole per l’accesso ai nomi degli iscritti sono applicate erga omnes o solo nei confronti di Nicola Perfetti?
2) puoi affermare che, stanti le ragioni ostative da te evidenziate, nessun iscritto/dirigente del partito è in possesso dell’elenco degli iscritti 2015 ottenuto senza rivolgersi ad una fantomatica commissione congressuale territorialmente competente ?
https://www.youtube.com/watch?v=7N5YNQcTGL8
Donne sull’orlo di una crisi di nervi….
Solanto così si potrebbe spiegare il “niet” dato per non far sapere chi sono gli iscritti….
Comprendo la riservatezza, ma il Perfetti mi sembra faccia parte degli organismi di partito, quindi dovrebbe essere per lui lecito e regolare visionare l’elenco; anche perchè mi sembra una richiesta legittima: sapere chi sono i compagni iscritti nella locale sezione di Macerata (ma si chiamano ancora compagni o cittadini??), onde evitare l’ipotesi di ritrovarsi a fianco di qualche condannato….
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Oppure gli elenchi sono secretati (for your eyes only)
Allora in questo caso c’è da chiamare in causa il “Direttorato Politico dello Stato” (GPU, precedente al KGB), per cui il Perfetti sembrerebbe non munito delle necessrie autorizzazioni di sicurezza per visionare l’elenco
🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂