Gli artigiani a Morando:
“Ci ha convinto,
il Governo ha un disegno ma faccia presto”
CIVITANOVA - Le imprese di Confartigianato Macerata a confronto con il vice ministro dell’Economia sul tema "Come vincere la crisi e tornare a crescere". VIDEO

Enrico Morando
di Gabriele Censi
(Foto Federico De Marco)
Enrico Morando torna in provincia a distanza di due mesi dall’incontro di Potenza Picena dedicato al Jobs Act (leggi), che lo aveva visto contrapposto alla Cgil. Stavolta la platea invece è vicina e plaudente al viceministro del Pd nonostante non sia tradizionalmente di “area”. Confartigianato distribuisce alle imprese invitate un opuscolo sulla legge di stabilità evidenziando gli obiettivi centrati dall’associazione. “Iniziative senza precedenti nei decenni precedenti come l’intervento sulla base imponibile dell’Irap. L’obiettivo del Governo è quello di aiutare il Paese a tornare a crescere in modo significativo e duraturo nel tempo – ha dichiarato il vice ministro Morando – e la politica, il cui ruolo è decisivo per fornire gli impulsi che rendono proficui gli sforzi dei soggetti da cui dipende la crescita, ha il dovere di tornare a progettare il cambiamento del Paese attraverso delle strategie unitarie a lungo termine”.

Giorgio Cippitelli
I dirigenti provinciali e regionali dell’associazione hanno fatto le loro richieste che riguardano prima di tutto la pressione fiscale: “Tasse e credito sono il nostro fardello – ha detto il presidente provinciale Renzo Leonori – è importante che si ascoltino i territori, per uscire da questa lunga crisi serve attenzione alle piccole imprese e sinergia tra Governo, impresa e istituti di credito”. “Morando è stato chiaro e convincente – ha detto il segretario regionale Giorgio Cippitelli – c’è una determinazione a cambiare il paese con un disegno, determinante è il fattore tempo, sono in gioco persone e imprese”. All’incontro hanno partecipato anche la deputata Irene Manzi, il senatore Mario Morgoni ed i consiglieri regionali Luca Marconi e Francesco Micucci. Oltre a Leonori e Cippitelli sono intervenuti i due parlamentari che hanno ricordato l’importanza della riforma costituzionale appena approvata (leggi), il segretario della cooperativa Pierucci Giuseppe Tesei e il presidente di Unioncamere Marche Graziano Di Battista.

Mario Morgoni, Irene Manzi e Francesco Micucci
Nella sua relazione il vice ministro ha preliminarmente sottolineato le criticità della situazione economica del Paese e i punti di forza delle riforme in atto. “Occorre quindi rimuovere i tanti fattori frenanti dello sviluppo, uno su tutti l’elevata pressione fiscale sul lavoro e sulle imprese, che compromette la nostra capacità competitiva creando un gravissimo handicap al nostro paese. Per arrivare ai livelli di pressione fiscale come quelli ad esempio della Germania, dobbiamo rinunciare a circa 36 miliardi di euro di gettito annui, una cifra importante che corrisponde più o meno a 2 punti percentuali del Pil, ma che comunque rimane un obbiettivo realistico.

Luca Marconi
Obiettivo raggiungibile con una qualificata operazione di riduzione della spesa, ad esempio attraverso la riforma della pubblica amministrazione, che vada poi a finanziare proprio la riduzione della pressione fiscale. Altro fattore frenante della crescita è sicuramente il cattivo funzionamento di una delle istituzioni economiche fondamentali, ovvero la giustizia civile, sistema che presenta i costi più alti d’Europa e i rendimenti, in termini di efficienza, più bassi e che quindi va profondamente riformata. Tra gli aspetti determinanti per la crescita c’è poi sicuramente il “capitale umano”, e senza un rafforzamento degli investimenti nella sua formazione, non potrà esserci futuro. A questo Paese serve una maggiore qualità e quantità di capitale umano, ecco perché puntiamo molto su misure come quelle previste dal decreto sulla “Buona Scuola”, e sul rinnovamento del sistema universitario e della ricerca. La crisi economica degli ultimi anni – ha concluso il senatore Morando – ha amplificato le difficoltà del sistema di finanziamento di tutte quelle imprese che, lavorando principalmente per il mercato interno, si affidano normalmente al credito offerto dal sistema bancario, accesso ormai diventato estremamente difficoltoso. L’Esecutivo sta a tal proposito lavorando affinché le imprese tornino a respirare mettendo gli artigiani e gli imprenditori nelle migliori condizioni per ripartire e tornare a crescere.”
A margine dell’incontro Morando ha risposto ad alcune domande sul caso Banca Marche (guarda il video).

Renzo Leonori










