Non accade niente di buono?
Mica vero, bisogna cercarlo
Macerata e il prezioso dono fattole dal pianista Zimerman. Il furto commesso da tre ragazze e la loro umoristica giustificazione. Ottimismo, signori, e allegria!
di Giancarlo Liuti
Negli ultimi tempi il compito di seguire, una volta alla settimana, le cose che accadono a Macerata e dintorni s’era fatto, per me, sempre meno gradevole perché si trattava di affrontare argomenti impegnativi , problematici e inquietanti (i seri ammonimenti del vescovo, la temuta invasione islamica, la futilità del vivere corrente, la noia dei giovani, il declino della politica, il dilagare della corruzione) che mi portavano ad esprimere idee sin troppo desolate sul futuro della nostra società. Un compito, questo , non corrispondente alla mia natura che predilige l’ironia, lo scherzo e una visione serena della vita. Quanto preferirei occuparmi di vicende capaci d’indurre all’ottimismo e magari al sorriso! Ma adesso, per fortuna, ne ho trovate due: una straordinariamente positiva e l’altra che all’inizio non lo era affatto ma poi è diventata così paradossale da suggerire considerazioni divertenti e perfino umoristiche.
La prima vicenda riguarda l’arrivo a Macerata di Krystian Zimerman, il pianista polacco di fama mondiale che la benemerita associazione “Appassionata” è riuscita a “catturare” per un’eccezionale serata al Lauro Rossi (leggi). Un’ occasione, questa, di altissimo livello musicale e culturale. Ma preceduta da un antefatto nel quale lo stesso Zimerman si è trasformato in un artigiano – per non dire in un operaio – le cui magiche mani, invece di scorrere sulla tastiera e trarne mirabili suoni, si son messe a usare utensili da falegname, forse lime, viti, chiodi. Non è sorprendente? E qui, premesso che questo fa onore alla sua classe di uomo prima che di artista, occorre spiegare, ma l’hanno già spiegato i giornali, cos’è capitato.
Poche parole: 1) Zimerman usa viaggiare col suo prestigioso pianoforte Steinway che s’era portato a Macerata in un furgone; 2) Visitando in mattinata il Lauro Rossi ha chiesto per pura curiosità se il nostro teatro possedesse un pianoforte e gli è stato risposto di sì: un vecchio e logoro Lippmann; 3) Zimerman ha avuto un sobbalzo: “Un Lippmann? Quello dei miei primi successi! Fatemelo vedere, vi prego!”; 4) L’ha visto, l’ha trovato in pessime condizioni e con tre ore di paziente lavoro l’ha fatto diventar come nuovo; 5) E il suo Steinway? E’ rimasto nel furgone; 6) E la sera? Zimerman ha suonato sul Lippman e adesso Macerata ha un pianoforte coi fiocchi; 7) Morale: come altre volte è accaduto, un personaggio di rango internazionale ha manifestato grande affetto per Macerata; 8) Ci riflettano, i maceratesi. La loro città merita di essere amata ed essi, purtroppo, fanno fatica ad amarla.
Ora cambio argomento e passo a una vicenda che m’ha lasciato di stucco per la sua imprevedibile stravaganza dalla quale si può trarre qualche considerazione un po’ delusa ma anche divertita sui tempi che corrono. Ebbene, tre diciassettenni civitanovesi sono state sorprese a rubare costosi capi d’abbigliamento in un negozio di moda e la direzione del locale, dopo averle bloccate, ha chiamato i carabinieri che le hanno condotte in caserma (leggi). E qual è stata la reazione delle tre ragazze? Si sono giustificate. E in che modo? Per via della refurtiva non potevano certo dire d’essersene impossessate per miseria o per fame. E allora? Hanno dichiarato che a rubare l’avevano imparato a scuola! Immaginarsi lo sbalordimento dei carabinieri. Il furto, dunque, rientra fra le materie d’insegnamento? Ed è questa la riforma che Renzi ha chiamato “La bella scuola”? Poi le tre mariuole si sono spiegate meglio: la tecnica predatoria gliel’avevano insegnata alcuni loro compagni di classe durante la ricreazione addestrandole sul taglio con apposite forbici delle protezioni antitaccheggio, sull’evitare d’essere riprese dalle telecamere e sul comportamento da tenere per andarsene indisturbate. Una “chiamata di correo”, insomma, e chissà se esse hanno fatto i nomi dei loro “maestri”.
Diciassette anni, come s’è detto. Fra pochi mesi le tre ragazze diverranno maggiorenni e potranno recarsi alle urne per contribuire a formare la “classe dirigente”. A chi andrà il loro voto? Forse, informandosi, a un candidato – ce n’è sempre qualcuno, oggigiorno – dai trascorsi non propriamente immacolati? Ma, come affermano i meno severi fra noi, esse non hanno mica perpetrato un orrendo delitto! La loro, in fondo, può esser considerata una pur sostanziosa marachella con l’attenuante però dell’influenza esercitata sui giovani, specie sulle giovani, dalla moda di vestirsi con un’originalità magari costosa. Tuttavia, al di là del fatto, la loro “giustificazione” non può non lasciare sbigottiti. E i più rigorosi fra noi s’indigneranno nel notare come si sono ridotte la “legalità” e la “educazione civica” che i nostri giovani dovrebbero apprendere in famiglia e a scuola. Roba da far cadere le braccia! Ma in questo caso, pur deplorando il furto, io pongo in primo piano quel modo di giustificarsi. Un modo a tal punto strampalato da suscitare una sonora risata. Per cui, insomma, allegria!



Se viene a mancare il senso morale c’è poco da ridere. E mi meraviglio proprio che lei, sig. Liuti, ne sia contento.
Sembra che Zimerman sia un ottimo organista e se ha le conoscenze tecniche dell’organo come del pianoforte, in Italia chissà in quanti posti bisognerebbe invitarlo.
Liuti, perché scrive che i maceratesi fanno fatica ad amare Macerata, quando più volte mi è capitato di leggere che i Maceratesi vanno fieri della loro cultura, intelligenza, dell’Atene delle Marche, ora credo anche dell’Ateneo della Porchetta che sta rilanciando il centro storico con i suoi nuovi bar e simili? Ad esempio sono soliti chiamare Civitanova, Macerata Marittima, sì, un po’ per celia e tanto mi sembra per convinzione.A Civitanova, salvo casi sporadici non sento parlare male della cittadina in se, qualche volta dei politici ma questo succede dappertutto.
Beh, a quella età, rubare nei supermercati è quasi un gioco. Ora hanno una visione più tecnica. E’ il prezzo del progresso che se da una parte ci si scambiano informazioni, dall’altra sta rendendo secondo me, più apatici i nostri giovani che comunicano con facebook tramite il telefonino, bombardati da migliaia di post. A volte li vedi in compagnia nel senso che sono vicini, ognuno immerso nel suo schermo e l’unico contatto che c’è e quello di far vedere all’altro un post, una foto una barzelletta e subito si ritorna al proprio intimo dialogo con il tel. Forse è un modo per annoiarsi di meno, ma non credo dei più riusciti.
Che un pianista s’innamori d’un pianoforte è certo un prodigio di quelli che solo nella magica Macerata possono accadere.
La madre der borzaroletto
Ih che ha rrubbato poi?! tre o cquattr’ombrelli,
cuarc’orloggio, e cquer po’ de fazzoletti.
Pe cquesto s’ha dda fà ttutti sti ghetti
com’avessi ammazzato er Reduscelli?! 3
Bbe’, è lladro; ma li ladri, poveretti,
nun z’hanno da tiené ppiú ppe ffratelli?!
Si Cchecco è un lupo, indove sò l’aggnelli?
Nun c’è ch’er zolo Idd.io senza difetti.
Tant’e ttanti, Eccellenza, a sto paese
arrubbeno pe ccento de mi’ fijjo,
e ssò strissciati, e jje se fa le spese!…
Io sempre je l’ho ddato sto conzijjo:
«Checco, arrubba un mijjone; e ppe le cchiese
sarai San Checco, e tt’arzeranno un gijjo».
Ecco perché Zimerman non ha fatto il bis…ha lavorato tre ore aggratise per il TLR. Ma i “direttori artistici” del TLR non si vergognano a tenere in quello stato un Lippmann? Devono aspettare la carità del grandissimo (anche di cuore) Zimerman?
E’ stato proprio strampalato il modo di giustificarsi di quelle ragazze, se invece fossero state all’altezza della classe dirigente più evoluta si sarebbero dichiarate parti lese.