Classifica delle città più smart:
Macerata precipita al 64° posto

L'INDAGINE - Secondo il rapporto "Smart city index 2016", realizzato dalla società Ey anche in collaborazione con la Tim, il comune scende di 14 posizioni rispetto a due anni fa. Il settore più carente è quello della sensoristica: qualità dei mezzi pubblici, sorveglianza e sicurezza. Crollo nel ranking anche per Ancona, attualmente quart'ultima tra i capoluoghi di regione

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smart city index 2016

Il 64esimo posto di Macerata. L'ultimo valore a destra indica la posizione della città nel rapporto Smart city index del 2014

Il 64esimo posto di Macerata. L’ultimo valore a destra indica la posizione della città nel rapporto Smart city index del 2014

 

di Leonardo Giorgi

Una Macerata poco “smart”, che non riesce a tenere il passo dell’innovazione nei servizi offerti ai cittadini. É quanto evidenzia l’ultimo rapporto “Smart city index”, realizzato dalla società Ey in collaborazione con Tim, Ericsson e Indra. Un’analisi di tutti i capoluoghi di provincia d’Italia che viene svolta periodicamente da tre anni. Rispetto alla precedente indagine, risalente al 2014, la città di Macerata ha perso ben 14 posizioni rispetto alle altre città, risultando al 64esimo posto su 118 comuni presi in considerazione. Una Macerata rimasta indietro rispetto a due anni fa, in una classifica che la vede agli ultimi posti del territorio del centro-Italia e lontano 63 posizioni dalla città risultata più intelligente dello stivale, Bologna.

Il lungo e dettagliato rapporto Smart city index, dal 2014 alla prima parte del 2016 ha preso in considerazioni molteplici fattori, ognuno con un suo livello di importanza. I principali sono: servizi amministrativi online, accessibilità wi-fi, mobilità all’interno del territorio, pagamenti elettronici, valorizzazione turistico-culturale, scuola, sanità, integrazione tra servizi, reti stradali, illuminazione pubblica, ambiente, sicurezza, telecomunicazioni, oltre al generale approfondimento sui dati riguardanti l’alfabetizzazione, il benessere generale, l’inquinamento e la progettazione futura dell’amministrazione. Nel dettaglio, Macerata ha ottenuto un punteggio “rosso” (quindi molto basso), nella categoria “sensoristica”: ovvero la qualità dei servizi di trasporto pubblico, l’efficenza dell’illuminazione, il monitoraggio dell’aria e soprattutto la sicurezza negli edifici e la videosorveglianza delle aree pubbliche.

Le prime venti posizioni della classifica

Le prime venti posizioni della classifica

Un crollo di posizioni che è in linea con la difficoltà delle piccole realtà cittadine a restare al passo dei tempi delle città di medie e grandi dimensioni del nord Italia. Inoltre, le Marche è una delle regioni ad uscire con più ossa rotte nel rapporto della Ey: sebbene la perdita di 14 posizioni di Macerata sia preoccupante per un comune profondamente universitario, in cui la qualità dei servizi è di massima importanza per il percorso accademico, non è paragonabile alla caduta libera di Ancona. Il capoluogo marchigiano, mentre nel 2014 riuscì a piazzarsi nella top 30 (al 28esimo posto), nel 2016 risulta in 62esima posizione. Due gradini sopra Macerata, ma al quart’ultimo posto dei capoluoghi di regione italiani. Scende anche Fermo (dal 99esimo al 103esimo posto), risultando l’unico comune del centro Italia della parte più bassa della classifica. Rimane stabile Ascoli (sempre al 71esimo posto), mentre sale leggermente Pesaro, ora al 59esimo posto rispetto al 64esimo di due anni fa.

Si può consultare e scaricare il rapporto completo Smart city index 2016 a questo indirizzo.


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