Padri che hanno perso i figli:
800 studenti si commuovono
per Emanuele e Nicola
MACERATA - Lacrime, abbracci e solidarietà all'Itc Gentili per l'incontro "Le dipendenze: conoscersi per amarsi" con Giuseppe Bommarito e Giampietro Ghedini che hanno raccontato il proprio dramma per donare ai ragazzi il senso della vita
Trasformare il dramma della perdita di un figlio in una testimonianza per i giovani. E’ questo il dono di due papà ai circa 800 studenti dell’Itc Gentili che hanno partecipato all’incontro “Le dipendenze: conoscersi per amarsi” nell’ambito del progetto salute, benessere e prevenzione a scuola. Al centro dell’incontro due storie quella di Emanuele Ghedini, che a 16 anni si è gettato in un fiume in piena dopo aver assunto stupefacenti durante una festa e di Nicola Bommarito, 26 anni, morto tra le braccia del padre dopo aver lottato strenuamente contro la dipendenza dall’eroina.
I ragazzi hanno pianto, si sono posti domande hanno riconsiderato il complicato e problematico rapporto tra genitori e figli. Si è parlato di amore e della difficoltà nel cogliere il senso della vita. Ed è proprio per dire ai ragazzi che la loro vita vale molto, che ognuno di essi può dare al mondo un contributo fondamentale, che sono nate la fondazione “Il pesciolino rosso” e “Con Nicola oltre il deserto dell’indifferenza” fondate da Giampietro e Giuseppe i due papà di Emanuele e Nicola .
Abbracci, lacrime e applausi, sono state le reazioni degli studenti in un’atmosfera vera e sentita. Attraverso le storie di questi due ragazzi si è parlato al cuore dei giovani, al loro essere unici, alla necessità di formare in loro la consapevolezza del dono straordinario della vita. Storie per dire non solo che le droghe fanno male, quanto piuttosto che la vita fa bene. Un messaggio necessario in quel percorso educativo volto alla loro formazione di uomini e di cittadini.





la droga consente di spezzare il legame con la sessualità e di instaurare
un altro tipo di godimento che evita la relazione erotica e la questione amorosa. L’idea della
psicoanalisi sulle dipendenze si impernia proprio sulla possibilità di sfuggire all’inquietudine
relativa al rapporto di coppia. Una donna può lasciare, abbandonare, tradire, deludere mentre la
droga o la bottiglia garantiscono
un godimento sempre identico e sempre disponibile.