Commissione Banca Marche,
Marcozzi: “Serve buonsenso”
Busilacchi: “Non c’è tempo per i capricci”

L'invito a recedere dalle dimissioni ai consiglieri di minoranza dei capigruppo di Forza Italia e Pd
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Jessica Marcozzi

Jessica Marcozzi

“Chiedo ai colleghi di Minoranza di avere buonsenso e di tornare sui loro passi in merito alla decisione di dimettersi dalla Commissione di indagine dopo l’elezione a presidente di Mirco Carloni” (leggi l’articolo). La capogruppo in Regione di Forza Italia Jessica Marcozzi spiega le motivazioni del voto: “Il Consigliere Zaffiri ha rivendicato la vicepresidenza del Consiglio e noi, compreso Carloni, lo abbiamo appoggiato. Ed è stato nominato. Poi, però, tutti ricorderanno quelle sue gravi affermazioni fatte a luglio, e mi duole dirlo, contro il prefetto Gabrielli. Lì è arrivata la sfiducia da tutto il Pd. Dopo di lui la Lega Nord ha continuato a rivendicare la vicepresidenza. E anche in quel caso l’hanno ottenuta con anche il sostegno di Carloni. Un mese fa, e passiamo al progetto Capire, il consigliere Zaffiri è stato indicato come nome della minoranza. E ha ottenuto la nomina, sostenuto anche da Carloni, a far parte, insieme al Capogruppo Pd Busilacchi, del Comitato di indirizzo del progetto. E oggi il Consigliere leghista chiede anche la presidenza della commissione di indagine? Credo che un po’ di buonsenso serva nel non pretendere tutti gli incarichi disponibili. Come poteva pensare Zaffiri che il Pd, dopo averlo sfiduciato dalla carica di vicepresidente del Consiglio, votasse la sua candidatura per la commissione di indagine per quelle gravi esternazioni contro il prefetto Gabrielli? Il Pd non poteva accettare il suo nome. Mirco Carloni fino ad oggi non ha chiesto né avuto nulla. E non dimentichiamoci, voglio sottolinearlo, che la presidenza della Commissione di indagine non è un incarico retribuito, a differenza della vicepresidenza del Consiglio”

Gianluca Busilacchi

Gianluca Busilacchi

L’appello a tornare sui propri passi ai colleghi viene rivolto anche dal capogruppo Pd Gianluca Busilacchi che ricorda i tempi stretti dei lavori: “Non possiamo permetterci il lusso di tergiversare. La commissione è chiamata entro tre mesi a rendicontare sulla propria attività. I componenti di tale organismo hanno un ruolo di responsabilità e non è concepibile che ogni occasione sia pretestuosamente strumentalizzata dalla minoranza.

“Noi abbiamo semplicemente esercitato il nostro ruolo – continua Busilacchi – votando uno dei candidati proposti dalle forze di minoranza. La loro è la solita strategia della protesta: di fronte alla propria incapacità di giungere ad una sintesi unitaria sul nominativo del presidente, tentano di riversare la responsabilità sugli altri, alzano la voce, sbattono la sedia e se ne vanno. Con l’istituzione della commissione di indagine ci siamo impegnati a dare un importante contributo per conoscere le dinamiche che hanno portato Banca Marche in amministrazione straordinaria, non solo in risposta al la nostra missione istituzionale, ma anche in nome di quei 40mila azionisti dell’istituto di credito che hanno visto azzerarsi il valore delle proprie azioni e obbligazioni subordinate e di tutti i cittadini marchigiani. Non c’è tempo per i capricci, dobbiamo avviare al più presto i lavori della commissione”.



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