Giornata della Memoria a Unimc:
“Studiate e documentatevi,
l’antisemitismo non è morto”

MACERATA - Si è tenuto stamattina il convegno sulla Shoah nell'aula magna dell'ateneo. Tra i relatori presenti, anche Manfredo Coen, presidente della comunità ebraica di Ancona. Omaggio anche a Quirino Stortini e Sperandia Azzurri, i coniugi di Monte San Martino che, durante la seconda guerra mondiale, hanno ospitato e protetto una famiglia ebrea
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Il convegno di oggi nell'aula magna dell'università di Macerata

Il convegno di oggi nell’aula magna dell’università di Macerata

«Il passato deve essere da monito per il futuro. Studiate, documentatevi». É questo il monito lanciato dal presidente della comunità ebraica di Ancona, Manfredo Coen, che ha partecipato questa mattina al convegno organizzato dall’università di Macerata. Nell’aula magna dell’ateneo, si è celebrata la Giornata della memoria con un incontro a cui hanno partecipato, oltre al presidente Coen e gli studenti del liceo Leopardi, il rettore Luigi Lacchè, il direttore del dipartimento di studi umanistici, Carlo Pongetti, il presidente del consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, e il vescovo Nazzareno Marconi.

«Non è facile vivere con un ebreo – ha detto Coen ricordando la figura del padre – perché il dolore, la rabbia, l’incredulità che ti lascia la Shoah non trovano spiegazioni e vi sono molti segnali che tutt’oggi l’antisemitismo non è morto». Il presidente ha voluto sottolineare che il padre, come tutti i sopravvissuti allo sterminio, non raccontava nulla in famiglia per dignità, poiché quello che era accaduto era troppo grave per essere oggetto di discussione. «Non ne ha parlato – ha continuato Coen – fino a quando non sono nati i nipoti, che aprono le porte dei ricordi».

I relatori intervenuti stamattina

I relatori intervenuti stamattina

Manfredo Coen, raccontando il dialogo interreligioso che ha intrecciato con un musulmano, ha ribadito «se c’è la volontà e la conoscenza, scopriamo che siamo tutti fratelli. L’Islam non è l’Isis, ma una religione di pace come l’ebraismo e il cristianesimo. Io ho fatto un piccolo passo in questa direzione. Datemi una mano».

Significativo anche l’omaggio, da parte dei nipoti, a Quirino Stortini e Sperandia Azzurri, i coniugi di Monte San Martino che, durante la seconda guerra mondiale, hanno ospitato e protetto la famiglia ebrea di Vito Volterra, scappata da Ancona per timore dei rastrellamenti. Lo stato di Israele, tramite l’istituto Yad Vashem di Gerusalemme, ha attribuito ai due il titolo di “Giusti tra le Nazioni”. Durante l’incontro sono intervenuti anche i docenti Paolo Coen, che ha parlato dei musei della Shoah come testimoni silenziosi di Memoria, e Roberto Mancini, con una relazione sulla memoria della Shoah e l’anatomia del totalitarismo.



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