L’ultimo viaggio di Adriano Ciaffi
passa ancora tra i banchi della politica:
«Uno così nasce ogni tanti anni» (Video)
MACERATA - Alla camera ardente allestita in Consiglio comunale sfilano tanti protagonisti della politica che si sono stretti ai familiari dell'onorevole scomparso domenica a 90 anni. Il segretario provinciale del Pd Angelo Sciapichetti: «Ha segnato in profondità la storia della regione e del Maceratese». L’ex sindaco Giorgio Meschini: «Per me è stato un vero angelo custode nel mio percorso politico»

La camera ardente in Consiglio comunale
di Alessandro Vallese (Foto di Fabio Falcioni)
Macerata continua a stringersi intorno alla figura di Adriano Ciaffi. Dalle 10 di questa mattina è stata allestita la camera ardente nella sala consiliare del Palazzo Comunale, dove la città rende omaggio al politico più influente della città negli ultimi 50 anni. Ha attraversato i banchi del Parlamento (per 5 legislature), guidato commissioni decisive, è stato presidente della Regione, ha contribuito a riforme che hanno cambiato il volto delle istituzioni italiane e lasciato il segno anche nella politica marchigiana e maceratese. Oggi, dopo una vita trascorsa nei luoghi della rappresentanza democratica, il suo ultimo viaggio passa ancora tra quei banchi: quelli della sala consiliare del Comune di Macerata, che diventano il simbolico approdo finale di un percorso politico e umano lungo oltre mezzo secolo.

L’immagine di Adriano Ciaffi sul feretro
E proprio tra quei banchi della politica ai quali ha dedicato gran parte della sua vita, Ciaffi riceve l’omaggio di amministratori, rappresentanti delle istituzioni, amici e cittadini.

Il feretro era giunto in Comune già nelle prime ore della mattinata, mentre dalle 10 sono iniziate ad arrivare le prime persone per un momento di raccoglimento. Accanto ai familiari sono stati tra i primi a rendere omaggio il segretario provinciale del Pd Angelo Sciapichetti, l’ex sindaco Giorgio Meschini, l’ex parlamentare Valerio Calzolaio, lo storico ex consigliere comunale Ivano Tacconi e l’avvocato Gianfranco Borgani. Presente anche alcuni membri dell’attuale Consiglio comunale, con i consiglieri Narciso Ricotta e Francesco Luciani, oltre al sindaco Sandro Parcaroli e a numerose personalità del mondo politico e istituzionale che con Ciaffi hanno condiviso anni di impegno pubblico.

Il segretario provinciale del Partito Democratico Angelo Sciapichetti, che al fianco di Ciaffi ha condiviso 45 anni di vita politica, lo ha ricordato con queste parole: «I ricordi sono tantissimi, sia personali che politici. Parliamo di un uomo che ha segnato in profondità la storia delle Marche e della provincia di Macerata. Come lui ne nasce uno ogni tanti anni: una persona di una generosità infinita ma allo stesso tempo di una cultura e di una passione politica senza uguali. Ha lasciato il segno attraverso battaglie storiche, a partire dal superamento della mezzadria, quando i contadini venivano sfruttati dai proprietari. Si adoperò per il superamento di quel sistema e si impegnò con il movimento delle cooperative per dare una casa a chi non poteva permettersela.

Negli anni Novanta lasciò poi un’impronta decisiva come presidente della Commissione Affari Costituzionali, contribuendo all’ultima grande riforma di questo Paese: l’elezione diretta del sindaco. Era un riformista attento, scrupoloso, capace di incidere profondamente nella vita delle persone. È stato uno dei giganti della politica regionale e nazionale. Con i convegni di San Ginesio e San Liberato ha scritto anche una pagina importante della storia della Democrazia Cristiana a livello nazionale. Per noi è una perdita enorme, una figura insostituibile e un amico che non c’è più».

Angelo Sciapichetti
Commosso anche il ricordo di Giorgio Meschini, che con Ciaffi ha condiviso l’esperienza in Consiglio regionale e successivamente quella nell’amministrazione comunale di Macerata. «Per me Adriano è stato un vero angelo custode nel mio percorso politico, soprattutto durante l’esperienza da consigliere regionale e poi da sindaco. Quando ero consigliere regionale, in un momento di difficoltà, mi accompagnò in tutta la provincia per farmi conoscere le persone e aiutarmi a raccogliere quei voti che poi, fortunatamente, si rivelarono decisivi. Nel mio primo mandato da sindaco fu capogruppo dei Popolari-Margherita in Consiglio comunale: mi è stato sempre vicino, mi ha seguito e guidato. Tutti dicono che è stato un padre politico e, per quanto mi riguarda, è stato davvero un angelo custode».

Giorgio Meschini, al centro, con Narciso Ricotta (a sinistra) e Valerio Calzolaio
La camera ardente resterà aperta fino alle 21 di questa sera. Il ricordo ufficiale della città arriverà invece nel pomeriggio, quando, in apertura della seduta del nuovo Consiglio comunale, l’assemblea dedicherà un momento commemorativo alla sua figura.

Un ricordo è arrivato questa mattina anche dall’Assemblea legislativa delle Marche, che ha commemorato in Aula Adriano Ciaffi. «È doveroso oggi – ha affermato il presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui – ricordare non soltanto l’uomo politico, ma anche il servitore delle istituzioni, protagonista di una stagione nella quale il confronto, pur nella diversità delle posizioni, era animato da un profondo senso dello Stato e da una forte consapevolezza del valore della rappresentanza. La storia della Regione Marche conserva il segno del suo contributo, del suo lavoro e della sua presenza nelle istituzioni». Prima di invitare l’Aula a osservare un minuto di raccoglimento, Pasqui ha quindi rivolto «alla sua famiglia, ai suoi cari e a quanti lo hanno conosciuto e stimato le più sentite condoglianze. A lui va oggi il rispetto di questa Assemblea».

Ivano Tacconi






Francesco Luciani
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