Tutti i nodi del Vaccaj,
in ghiacciaia i fondi per ricostruirlo:
“Vanno reintegrati dai residui attivi”

TOLENTINO - Il sindaco Pezzanesi: "Si tratta di imposte non pagate che devono essere oggetto di verifica e poi recuperate, è questo ad aver allungato di molto i tempi". Prugni, capogruppo Pd: "I soldi ci sono, incredibile che ancora si debba chiudere la prima fase di lavori". Mercorelli (M5S): "Stiamo pagando ognuno dei 300 posti in platea come una stanza d'oro". Le associazioni tra scoramento e speranza
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vaccaj imbrattato

Il teatro Vaccaj di Tolentino imbrattato

 

di Federica Nardi

Il rogo del Vaccaj, i fondi per la ricostruzione, l’esasperazione della città e un incendio che non ha responsabili. Arriva a riaprire una ferita mai chiusa per otto anni la sentenza del 13 gennaio, che ha assolto tutti e cinque gli imputati accusati per il rogo che, il 29 luglio del 2008, ha distrutto uno dei teatri più importanti delle Marche. E a distanza di otto anni rimane un punto interrogativo sul destino del teatro, che ieri mattina è stato oggetto di un atto vandalico quando una tolentinate ha imbrattato con due punti di domanda la facciata appena restaurata.

Giuseppe Pezzanesi, sindaco di Tolentino

Giuseppe Pezzanesi, sindaco di Tolentino

Un gesto che «mi ha amareggiato per la leggerezza con cui si compiono questo genere di atti vandalici» lamenta Pezzanesi. Mentre sui fondi per la ricostruzione del teatro, spiega: «La vera difficoltà è che nel 2011 i soldi che erano vincolati per il Vaccaj, circa 4 milioni di euro, sono stati svincolati e utilizzati per fronteggiare altre spese. Questi fondi vanno oggi recuperati dai residui attivi del bilancio, ma si tratta di un processo lungo e complesso. I residui attivi – spiega Pezzanesi – sulla carta ammontano a circa 12 milioni di euro, ma questo non li rende immediatamente disponibili. Per il 60 percento infatti si tratta di imposte non pagate che devono essere oggetto di verifica e poi recuperate, ma spesso non risultano nemmeno esigibili. È questo processo ad aver allungato di molto i tempi. Ma non si dica che per noi il Vaccaj non è una priorità – aggiunge Pezzanesi –, seguiamo le tappe della ricostruzione con molta attenzione e il nostro obiettivo è terminare i lavori, possibilmente prima della fine del mandato. I lavori esterni sono terminati, con un investimento di circa 800mila euro».

Bruno Prugni, capogruppo consiliare Pd

Bruno Prugni, capogruppo consiliare Pd

Di altro parere Bruno Prugni, capogruppo del Pd nel Consiglio comunale di Tolentino: «i soldi ci sono e ci sono sempre stati. Che i fondi siano vincolati non vuol dire che non possano essere toccati per altre spese, ma devono essere reintegrati ogni anno. Dai rendiconti dell’amministrazione Pezzanesi risulta che i fondi ci sono. È incredibile che a oggi si debba chiudere ancora la prima fase dei lavori di ricostruzione del teatro (la prima fase si sarebbe dovuta concludere nel 2011, ndr)  – prosegue Prugni –. Il Vaccaj va assolutamente recuperato. Rispettiamo la sentenza e aspettiamo, tra trenta giorni, di leggere le motivazioni». Sulla sentenza torna ironicamente anche Gian Mario Mercorelli, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Tolentino: «Dopo accurate indagini sembra che il Vaccaj abbia tentato il “suicidio”. Infatti le indagini sembra abbiano appurato che le cisterne fossero vuote – ironizza –, perché dopo il pensionamento di chi si occupava della manutenzione, il teatro pian piano, senza farsi accorgere, faceva evaporare l’acqua e non riempiva i contenitori».

Gian Mario Mercorelli consigliere comunale del Movimento 5 Stelle

Gian Mario Mercorelli consigliere comunale del Movimento 5 Stelle

Dall’impianto antincendio ai rapporti all’ufficio tecnico, Mercorelli non risparmia nessuno: «oggi il rogo del Vaccaj non ha responsabili, la ricostruzione è lenta e costosissima. Leggendo le delibere della vecchia giunta Ruffini, già nel 2011 l’amministrazione comunale aveva in cassa circa 6 milioni e 200mila euro, che vista la spesa prevista per la ricostruzione di circa 8 milioni di euro, avrebbe coperto tutte le spese. I tolentinati e non solo, perché i contributi per la ricostruzione sono giunti anche da Regione e Stato, stanno pagando ognuno dei circa 300 posti del teatro tanto quanto una stanza colma d’oro». Dalla politica alle associazioni: è scoraggiato Mario Sensini, di “Amici per il teatro Vaccaj”: «Noi abbiamo sempre contestato le procedure per la ricostruzione che infatti si sono dimostrate poco efficaci. I lavori sono molto indietro, forse a un terzo del percorso. Il nostro impegno prosegue ma c’è un senso di impotenza nei confronti di una politica che non si lascia influenzare da niente, siamo alla frutta. Non vediamo risultati a prescindere dagli schieramenti». Non si arrende Marina Benadducci, che parla per l’associazione culturale Odeion: «Abbiamo promosso varie iniziative e andremo avanti con la raccolta fondi anche se potremo aiutare nella ricostruzione solo in minima parte – dice – È un modo per mantenere alta l’attenzione. Le soluzioni non spettano a noi e dispiace che ancora non ce ne siano».



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