Rogo Vaccaj, chiesta condanna per 4 imputati
Il Comune: “Risarciteci 4 milioni
e 700mila euro”

TOLENTINO - Oggi si è tenuta la requisitoria del pm Rosanna Buccini, che ha chiesto l'assoluzione per l'imprenditore Ilio Mancini e 8 mesi per le altre persone che sono sotto accusa al processo in corso al tribunale di Macerata. I difensori: "Manca il nesso causale tra l'opera dei nostri assistiti e l'incendio"
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Il tribunale di Macerata

Il tribunale di Macerata

 

di Gianluca Ginella

Incendio del teatro Vaccaj di Tolentino, il pm chiede la condanna a 8 mesi per quattro imputati e l’assoluzione per l’imprenditore Ilio Mancini. All’udienza, che si è svolta questa mattina, il comune di Tolentino ha chiesto un risarcimento di 4 milioni e 700mila euro. I difensori degli imputati hanno sostenuto la non legittimità della costituzione del Comune, che secondo loro avrebbe responsabilità nel rogo del teatro. Il processo è stato rinviato al 13 gennaio per la sentenza.

Per il rogo del Vaccaj, bruciato il 29 luglio del 2008, il pm Rosanna Buccini ha ritenuto vi sia la responsabilità di 4 delle 5 persone imputate al processo che si sta svolgendo al tribunale di Macerata davanti al giudice Daniela Bellesi. Il pm si è rifatta alla perizia degli ingegneri perugini Ermanno Cardelli e Gianfranco Eugeni, nominati dal giudice. Ha chiesto 8 mesi per l’imprenditore Ennio Mancini, titolare della Alma snc, ditta che eseguì i lavori al teatro, per Marco Mancini, responsabile del cantiere della Alma (entrambi non avrebbero approntato adeguati presidi antincendio), per Filippo Lanzi, coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione (stando alla perizia se il rogo fosse dovuto ad una fiamma libera non avrebbe approntato adeguate misure antincendio), per il progettista Gianfranco Ruffini (nel suo caso i periti ritengono però non abbia responsabilità).

L'avvocato Paolo Carnevali

L’avvocato Paolo Carnevali

Il pm ha invece chiesto l’assoluzione per Ilio Mancini che con la sua azienda si era occupato della realizzazione dell’ampliamento dell’impianto idrico antincendio. Tutti sono accusati di incendio colposo. «Manca qualsiasi nesso di causalità tra l’opera che ognuno ha svolto e l’incendio. Non si è riusciti a individuare, tra l’altro, la causa del rogo – dice l’avvocato Marco Manfredi, che assiste Lanzi –. Se non si sa come si è sviluppato, mi chiedo come si fa a dire che non c’erano elementi di presidio tali per evitare l’evento». «Non solo riteniamo che manchi il nesso causale, ma riteniamo il Comune, che si è costituto parte civile, abbia responsabilità nell’accaduto, ad esempio per la mancanza di acqua per spegnere l’incendio nella cisterna» dice l’avvocato Paolo Carnevali che assiste Ennio Mancini insieme al legale Francesco Governatori. Mentre gli altri imputati sono difesi dagli avvocati Stefano Migliorelli (per Ruffini), Massimiliano Baldassini (che assiste Lanzi) e Noemi Riccardi (per Ilio Mancini). Questa mattina il comune di Tolentino, tutelato dall’avvocato Pietro Siciliano, ha chiesto un risarcimento di 4 milioni e 700mila euro agli imputati per i danni subiti dal teatro. Parte civile anche il titolare di una bar vicino al Vaccaj, assistito dall’avvocato Davide Parlatano, che ritiene la sua attività sia stata danneggiata dalla chiusura del teatro e ha chiesto un risarcimento di 200mila euro. Il processo è stato rinviato al 13 gennaio, giorno in cui, in odore di prescrizione, arriverà la sentenza.



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