“Vaccaj: tanto tempo, troppi tecnici e nessun risultato”

TOLENTINO - L'associazione degli amici del teatro fa il punto sulla sua situazione e teme lungaggini che allontaneranno ancora il risultato finale
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Il teatro Vaccaj prima del rogo

Il teatro Vaccaj prima del rogo

L’associazione “Amici del Teatro Vaccaj”  è nata nel 2009 per salvaguardare i beni storici della città do Tolentino ed in particolare per seguire in modo propositivo la ricostruzione del teatro Vaccaj, ha voluto fare il punto proprio sullo stato dell’arte dei  lavori analizzando i documenti che segnano le tappe della ricostruzione.

«Qualche dato per comprendere di che cosa si parla- si legge nel comunicato stampa dell’associazione – 863 giorni per fare il contratto con l’impresa selezionata nella procedura di gara gestita dalla Regione Marche e ulteriori 197 giorni per approvare il progetto, tre giorni dopo la consegna dei lavori, esattamente il 27 giugno 2011, cioè 1063 giorni da quel fatidico 29 luglio 2008 quando l’incendio devastò il teatro, di fatto sono risultati necessari tre anni per avviare le attività di ricostruzione. Quattro milioni e 660 mila euro disponibili oltre ad un ulteriore milione a saldo dell’indennizzo da parte dell’assicurazione per un totale di 5 milioni e 660 mila euro disponibili rispetto al progetto definitivo generale approvato a febbraio del 2011, al netto degli imprevisti e delle economie del ribasso di gara, per un importo complessivo di poco superiore ai 5 milioni e 800 mila euro.

Primo stralcio esecutivo per un importo di lavori pari a 1.798.614,89 di euro su un totale complessivo di 2.600.000 euro, consegna dei lavori effettuata in data 27 giugno 2011, fine dei lavori prevista per il 27 maggio 2012. Un dirigente, un responsabile del procedimento, un direttore dei lavori, 8 direttori operativi, 2 ispettori di cantiere, per seguire il corretto andamento dei lavori, 3 ulteriori tecnici per il collaudo in corso d’opera, in totale 15 tecnici, tutti dipendenti pubblici.

Un esercito di esperti che nel corso dei lavori non sono risultati neanche sufficienti per quel “limitatissimo” primo stralcio di circa 1,8 milioni di euro, tanto che alla prima occasione, in coincidenza con le dimissioni di uno di loro, il RUP ha ritenuto opportuno effettuare la sua sostituzione con due liberi professionisti presi dal “mercato locale”, poi ne ha aggiunto anche un altro come supporto ed infine anche un incarico ad una giovane neo laureata. La sostituzione con soggetti esterni al mondo del pubblico impiego non sarebbe risultata evidente negli atti se non per la sua incidenza sulle poche risorse economiche disponibili per lo stralcio in corso, infatti mentre tutti i dipendenti pubblici incaricati avrebbero determinato un impegno di spesa marginale in funzione dei soli incentivi previsti dalle norme, gli incaricati esterni costano ed il loro incarico incide per circa 60 mila euro.

Con quell’esercito di tecnici a disposizione l’esigenza di aggiungere quattro professionisti esterni sembrerebbe fuori luogo, soprattutto per Il metodo utilizzato: se capisco che per la buona riuscita dell’opera mi serve un collaboratore esterno per una maggiore presenza in cantiere, per prestazioni che potrebbero avere un valore di circa 60 mila euro, che senso ha prenderne tre da 20 mila, forse perché così scavalco quell’impedimento costituito da quelle odiose norme del Codice degli appalti pubblici che mi fissano un sacco di limitazioni per dare un incarico diretto ad un privato?

Comunque al di là di questa piccola osservazione, bisogna dire che questi nuovi incaricati non sono stati di grande aiuto visto che i lavori al momento del loro incarico presentavano un avanzamento pari a circa il 55% e meno di tre mesi più tardi sono risultati pari solo a poco più del 70%

Infatti alla data del 21 gennaio 2013, data dalla quale non risulterebbero ulteriori lavori contabilizzati, erano stati eseguiti lavori per una percentuale pari al 72.11% dell’importo contrattuale del primo stralcio già approvato nel giugno del 2011 per l’importo di  1.798.614,89 di euro.

I lavori al teatro Vaccaj

I lavori al teatro Vaccaj

Con questo ritmo così lento e poco comprensibile in rapporto alle risorse, economiche e professionali, messe in campo, siamo arrivati alla delibera della Giunta Comunale del 26 luglio 2013, atto che sembrava essere determinante per dare una svolta alla situazione di stallo, cosa si dice in quella delibera?

Dice il Responsabile Unico del Procedimento:
Il Servizio finanziario del Comune ha fatto presente le difficoltà dell’Ente per il rispetto dei limiti del Patto di Stabilità, soprattutto per la componente degli Investimenti e che quest’anno sarà possibile rimanere entro i vincoli solo grazie agli spazi in deroga ai vincoli stessi, concessi dallo Stato centrale e dalla Regione Marche.
Si ritiene pertanto necessario che l’Amministrazione fornisca al Responsabile Unico del Procedimento e al Dirigente Responsabile della ricostruzione nuovi indirizzi in merito alla rimodulazione del progetto I stralcio (2.600.000 di euro) per consentire di tenere in sicurezza il cantiere fino a data da destinarsi, e in merito al completamento dell’opera in questione, e quindi per l’approvazione e l’esecuzione del II stralcio dei lavori.
Per cui la Giunta delibera:
1. di prendere atto della relazione e della proposta sopra riportate;
2. di fornire al Responsabile Unico del Procedimento e al dirigente responsabile della ricostruzione l’indirizzo di rimodulare ulteriormente il progetto I stralcio dei lavori di ricostruzione del teatro Vaccaj a seguito di incendio ( 2.600.000 euro), affinché la variante consenta di tenere in sicurezza il cantiere fino a data da destinarsi, fino a nuovi chiarimenti sulla situazione finanziaria e sulla capacità di spesa del Comune;
3. di dare l’indicazione che i lavori di I stralcio, così variati, dovranno tendere a consentire di ridurre l’area di cantiere al minimo indispensabile, di ridurre le interferenze del cantiere stesso con le vie limitrofe e la viabilità (soprattutto con lo smontaggio di ponteggi), completare le opere previste nell’area del Cortile degli artisti, in modo di dare la collocazione definitiva alla cabina elettrica e eliminare ogni possibile ed eventuale danneggiamento alle proprietà limitrofe;
4. di autorizzare inoltre gli stessi RUP e Dirigente competenti a prevedere una somma anche superiore a 2.600.000 euro, qualora tale importi risultassero insufficienti per adempiere alle finalità suddette, demandando ad un successivo atto l’approvazione della variante, la quantificazione delle spese necessarie e la pianificazione dei pagamenti relativi, tenuto conto dei vincoli imposti dal Patto di Stabilità dell’Ente;
5. di stabilire che, in relazione ai vincoli imposti dal Patto di Stabilità, le indicazioni di cui ai punti precedenti si rendono necessarie anche a rettifica delle indicazioni fornite dal Consiglio Comunale con la delibera n. 46 del 26.09.2011.

Ma da luglio ad oggi non è successo niente, forse quella frase:” tenere in sicurezza il cantiere fino a data da destinarsi” era molto più vera di quanto si potesse immaginare, comunque da quella delibera si poteva facilmente dedurre che servivano ulteriori somme per la messa in sicurezza del cantiere e che il secondo stralcio non sarebbe partito nel breve periodo, ma perché se le risorse c’erano? Forse lo capiremo più tardi.

Poi c’è da far notare che nel frattempo che i lavori erano sospesi la Giunta, lo scorso mese di marzo, autorizzava il RUP all’acquisto di macchine per la falegnameria, in modo da mettere gli operai del Comune nelle condizioni di eseguire alcune opere in legno per arredi, pavimenti, scale ecc. Qualche dubbio sulla corretta gestione dell’appalto appare legittimo e l’Associazione Amici del Teatro Vaccaj, che ha sempre collaborato con l’Amministrazione con il solo fine restituire il bene storico alla città nel modo più corretto e nel più breve tempo possibile, ha chiesto un incontro al Sindaco per avere un chiarimento.

Durante l’incontro, che si è tenuto lo scorso 7 novembre, è riemerso il problema del Patto di stabilità, o meglio il rispetto dei limiti del Patto di stabilità segnalato dal Servizio finanziario del Comune in quella delibera sopra richiamata, una difficoltà dell’Ente che, per quello che si è potuto capire, non consente neanche a questa nuova Amministrazione, in carica dal maggio del 2012, di completare il primo stralcio visto che nonostante l’invito della Giunta di fare tutto il possibile, anche spendendo di più del previsto nel primo stralcio, per mettere in sicurezza il cantiere fino a data da destinarsi, a tutt’oggi nessun atto del dirigente è stato prodotto in questo senso.

Vale la pena richiamare quel manifesto apparso lo scorso anno sui muri della città con il quale i gruppi consigliari dell’attuale maggioranza denunciavano “la pessima gestione politica del denaro pubblico” e si impegnavano per “recuperare le risorse mancanti per restituire ai cittadini il luogo storico della cultura tolentinate”.

E’ proprio una dura realtà constatare che le Amministrazioni cambiano ma alcuni problemi rimangono, ora, nonostante le dichiarazioni, le somme destinate alla ricostruzione del teatro Vaccaj, utilizzate dalla precedente amministrazione per far fronte alle esigenze di cassa (dicono in quel manifesto 3 milioni di euro) sono recuperabili si, come ha riferito il Sindaco, ma in un tempo che non pare prevedibile, come dice la giunta a data da destinarsi, sicuramente anni.

Nel 2013 l’attuale Amministrazione non ha avuto le condizioni per recuperare neanche quei 500/600 mila euro necessari a completare il primo stralcio che è fermo dallo scorso gennaio e che ci dicono essere stato rimandato gennaio 2014. Se i tempi e le condizioni del famigerato patto di stabilità sono queste, non si può sperare che quel luogo storico della cultura tolentinate venga restituito ai cittadini prima del 2017.

In tutto questo si avverte l’assenza della Commissione cultura, dell’assessore competente per non parlare del Consiglio comunale che, oltre agli atti dovuti perché obbligatori, si è concentrato esclusivamente su alcune mozioni sul restauro del sipario storico e sull’intitolazione del foyer ad un personaggio tolentinate del settore. Forse bisogna fare qualcosa in più, speriamo che il Sindaco e la sua Amministrazione, consapevoli dell’importanza del teatro Vaccaj per l’intera comunità, mettano ordine in quella scala delle priorità che, molto spesso, nel bilancio comunale tiene la cultura e i suoi luoghi in posizione troppo marginale».



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