Il Pd : “Niente più finanziamenti ai gruppi”
Risparmio di 660mila euro in 4 anni
REGIONE - I democratici presentano una pdl per azzerare i fondi. Busilacchi: "Si chiede che sia l'assemblea legislativa a mettere a disposizione risorse adeguate all' adempimento delle attività consilari"

Il capogruppo Pd Gianluca Busilacchi (al centro) ha presentato oggi la pdl per abolire i finanziamenti ai gruppi consiliari
Abrogare le attuali norme sul finanziamento ai gruppi consiliari regionali senza più spazio per incertezze interpretative. Una manovra che farebbe risparmiare alla regione circa 660 mila euro da qui al 2020. È da questo aspetto che muove la proposta di legge, ad iniziativa del gruppo Pd in Consiglio regionale, sottoscritta dalla maggioranza, che prevede l’abolizione del finanziamento ai gruppi consiliari. «Con questa pdl, le Marche sono la terza Regione a proporre l’abolizione dei contributi destinati all’attività dei gruppi politici nei consigli regionali – ha spiegato il presidente del gruppo Pd, Gianluca Busilacchi –. Mentre altri chiacchierano, noi produciamo atti concreti. Dobbiamo ripensare le modalità di finanziamento della politica e i necessari costi della democrazia, perché l’attuale impianto normativo regionale, con grande evidenza, non è affidabile, per mancanza di chiarezza delle norme. Un caos interpretativo rilevato anche dalla Corte dei Conti»
A generare il caos normativo la doppia natura pubblico -privata dei gruppi, da una parte istituzioni legislative dall’altra emanazione di partiti. La pdl taglierebbe il finanziamento che la legge nazionale riconosce ai gruppi in quanto espressioni di partiti. «Le funzioni e gli strumenti previsti dalla legge regionale 34/1988, che regola il finanziamento dei gruppi – ha precisato Busilacchi – sono un mezzo democratico, che ha consentito ai gruppi una vita attiva, iniziative sul territorio e comunicazioni ai cittadini. Tanto che questa proposta di legge non rinuncia a tali funzioni, ma chiede che sia l’assemblea legislativa a mettere a disposizione risorse adeguate al loro adempimento, prevedendo comunque un risparmio a disposizione di servizi per i marchigiani».