Le rubano l’iPhone a Macerata,
lo ritrova a Barcellona

LA STORIA - Una ragazza di 31 anni, Valentina S., aveva dimenticato il cellulare sul tavolo di un bar del capoluogo e qualcuno lo aveva fatto sparire. Sette mesi dopo i carabinieri sono riusciti a localizzare lo smartphone e a riconsegnarglielo

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Un iPhone 5

 

di Leonardo Giorgi

Le rubano l’iPhone e lo ritrova sette mesi dopo a 1.400 chilometri di distanza. Una curiosa storia, a lieto fine, che ha visto come involontaria protagonista la 31enne Valentina S., residente nella frazione di Casette Verdini, a Pollenza. Lo smartphone, che le era stato rubato in un bar di Macerata, è stato ritrovato dai carabinieri a Barcellona e ieri è stato riconsegnato alla giovane donna.

«Era una serata di fine Aprile scorso – racconta la 31enne – ed ero al bar Filoni di Macerata con le mie amiche. Dieci minuti dopo essere andata via dal locale per raggiungere la mia auto, mi sono accorta di non avere più il mio telefono, un iPhone 5. Lo avevo lasciato in un tavolo all’esterno del bar, ma quando sono arrivata non c’era più. Ho chiamato il mio numero con un altro telefono, ma era già stato spento. Era chiaro che qualcuno l’aveva portato via e anche se il giorno dopo sono andata dai carabinieri di Macerata per denunciare il furto, non avevo molte speranze di ritrovarlo». Invece, quattro giorni dopo riceve una chiamata inaspettata. Quella di una donna che, chiamando da un numero privato, le ha detto di trovarsi a Milano e di essere in possesso del suo telefono «e che me l’avrebbe presto riconsegnato – dice la ragazza -. Dal suo tono di voce però, avevo intuito che era molto sarcastica ed infatti non si è più fatta sentire. I carabinieri però, che mi sono stati sempre vicini, grazie proprio a quella breve telefonata, dopo diverse settimane sono riusciti a localizzare la posizione del mio telefono». Il suo iPhone però si trovava più lontano del previsto. «Incredibilmente – conclude – era a Barcellona. Era stato preso da una donna originaria della provincia di Macerata e che attualmente risiede in Spagna. I carabinieri hanno avvisato i suoi familiari in Italia, spiegando che c’era una denuncia in corso. Poco dopo il telefono è stato rispedito da Barcellona e ieri mi è stato riconsegnato dai carabinieri. Sono stata fortunata» conclude la 31enne.


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