Assm sospende una dipendente,
la vicenda finisce in Consiglio
TOLENTINO - Il provvedimento disciplinare citato dal capogruppo Pd Bruno Prugni durante la discussione sull'assestamento di bilancio. Il consigliere ha dichiarato che è stato annullato dall'arbitrato del lavoro e che l'azienda è stata condannata alle spese. I vertici della municipalizzata: "Tutto falso, il contenzioso è ancora in corso e devono essere sentiti i protagonisti della vicenda"

Graziano Natali, l’amministratore delegato dell’azienda specializzata settore multiservizi di Tolentino
Un provvedimento disciplinare di Assm, la municipalizzata di Tolentino, nei confronti di una sua dipendente finisce in consiglio comunale. Il capogruppo del Pd Bruno Prugni – nel corso dell’ultima seduta, mentre si stava discutendo di assestamento di bilancio – ha parlato della vicenda relativa ad una lettera di richiamo e tre giorni di sospensione comminati ad una dipendente dell’azienda, affermando che l’arbitrato della direzione provinciale del lavoro aveva annullato il provvedimento e condannato l’Assm alle spese. I vertici della municipalizzata tolentinate rispondono alle affermazioni del consigliere: «Ha fatto riferimento al provvedimento inflitto ad una dipendente per una frase irrispettosa pronunciata nei confronti dell’amministratore delegato Graziano Natali – dichiarano in una nota i vertici dell’azienda – e la nostra precisazione riguarda gli esiti. Infatti non risponde a vero quanto riportato dal Consigliere poichè non c’è stato nessun annullamento, nessuna condanna e soprattutto nessuna condanna alle spese per Assm. Attualmente tutta la vicenda è all’attenzione dell’arbitrato». Il presidente della municipalizzata Stefano Gobbi e l’amministratore delegato Graziano Natali sottolineano: «Gli arbitri delle due parti e il presidente si sono riuniti insieme solo una prima volta per costituirsi e quindi il contenzioso è ancora in corso tanto che ancora devono essere sentiti i protagonisti di questa vicenda. Nessun clima di terrore – proseguono – ma solo una vicenda interna che verrà discussa nelle sedi competenti. Non vogliamo enfatizzare fatti che riguardano eventualmente solo l’arbitrato a cui siamo stati chiamati. Sembra però che qualcuno voglia suggerire eventuali sentenze o voglia creare confusione. Contano i fatti, la buona educazione e la verità – concludono – Vogliamo il rispetto delle regole e chiediamo in particolare ai consiglieri di attenersi alla verità, invitando gli arbitri di precisare i vari passaggi finora praticati, con trasparenza e precisione».