L’identikit della donna vittima
di violenza in Consiglio regionale

ASSEMBLEA MARCHE - Seduta aperta per la giornata internazionale. Nel corso del 2014 sono state 422 le donne marchigiane che si sono rivolte ai Cav, denunciando 895 violenze o maltrattamenti

- caricamento letture
Il Consiglio aperto di oggi

Il Consiglio aperto di oggi

Ha un’età compresa tra i 34 e i 53 anni, è coniugata (47%), italiana (68%), con figli (68%) e un diploma di scuola media superiore (26%), occupata stabilmente. Questo l’identikit della donna vittima di violenza nelle Marche che emerge dal rapporto annuale sul fenomeno redatto dalla Giunta regionale con i dati 2014 raccolti dall’Osservatorio regionale sulle politiche sociali in collaborazione con i cinque Centri antiviolenza (Cav), uno per provincia. Il contenuto del dossier è stato illustrato dai relatori di maggioranza Francesco Micucci (Pd) e opposizione Elena Leonardi (Fdi) durante la seduta aperta dell’Assemblea legislativa marchigiana alla vigilia della Giornata Internazionale sulla violenza contro le donne.

Secondo quanto emerge dal rapporto, l’autore della violenza e dei maltrattamenti è un uomo di età compresa tra i 34 e i 53 anni (35%), italiano (65%), con livello di istruzione medio (scuola media superiore, 18%) e occupazione stabile (41%). Nel complesso, nel corso del 2014 sono state 422 le donne marchigiane che si sono rivolte ai Cav, denunciando 895 violenze o maltrattamenti. In molti casi, quindi, sono state segnalate sopraffazioni multiple. La tipologia di violenza denunciata conferma l’ordine di prevalenza del biennio precedente: violenza psicologica e, a seguire, fisica, economica, stalking e sessuale. La violenza domestica si conferma la più diffusa in assoluto, causata soprattutto dal marito, dal convivente o dall’ex marito. La presenza dei figli aggrava le conseguenze del fenomeno, innescando paura, ansia, calo dell’autostima e gravi conseguenze sul piano personale e sociale. I dettagli delle rilevazioni mostrano un calo di accessi ai Cav (422 contro i 439 del 2013), con un’attività maggiore segnalata da Ancona (34%) e Pesaro (27%). Un dato che dimostra – secondo Micucci – che la violenza di genere “rimane ancora confinata nel sommerso”. Per la Leonardi “domani è la Giornata contro violenza sulle donne, ma è necessario impegnarsi in tutti i giorni dell’anno contro questa ‘quotidianità malata’. Anche la politica può e deve fare di più, perché questo è un fenomeno trasversale.

«La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre è un’occasione di riflessione su un grave fenomeno sociale e culturale che colpisce purtroppo pesantemente anche la nostra regione –  ha detto il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo – Lo scenario tracciato – ha aggiunto – denuncia una realtà fatta di sopraffazione e soprusi, di violenza psicologica, fisica, economica, sessuale e di stalking. La violenza viene compiuta soprattutto tra le mura domestiche, è causata dal marito, dal convivente o dall’ex. La presenza dei figli, poi, aggrava tristemente le conseguenze perché innesca reazioni di paura, ansia, e si ripercuote nel corso della crescita sul piano personale e sociale. Si perpetrano fatti gravi e inammissibili per una società evoluta che nella maggior parte dei casi non vengono denunciati o restano circoscritti nella cronaca rumorosa di un giorno per poi essere cancellati in quello successivo- E’ necessario prendere atto di questo dramma sociale che resta ancora purtroppo confinato nel sommerso, occorre portarlo alla luce e attivare le misure per contrastarlo, determinate e senza più colpevoli rinvii. Vanno usate le armi della conoscenza e del dialogo, occorre cultura, apertura e rispetto delle differenze, con la consapevolezza e l’impegno quotidiano senza interruzioni da parte delle istituzioni».

meri marziali

Meri Marziali

«Credo che i dati evidenziati dal dossier debbano farci riflettere. Dobbiamo fare un’analisi severa per avviare un percorso di cambiamento culturale a partire dalla scuola, dalle giovani generazioni, che vanno supportate e aiutate- ha detto la presidente della Commissione regionale Pari Opportuntià, Meri Marziali – La commissione  continuerà la sua opera nelle scuole, tra i cittadini, con progetti volti a combattere questo fenomeno e sensibilizzare l’opinione pubblica». Prima della riflessione della presidente Marziali, gli interventi di Susanna Contucci, dirigente medico dell’Ospedale Riuniti di Ancona, che ha auspicato di “raggiungere risultati sempre più importanti per eliminare o tanto meno contenere il fenomeno”, mentre l’assessore alle Pari Opportunità del Comune di Ancona, Emma Capogrossi, intervenuta in rappresentanza dell’Anci, ha sottolineato “l’insufficienza di risorse” per combattere il fenomeno e ribadito l’importanza di celebrare la giornata internazionale non solo per ricordare le tante vittime di violenza nel mondo ma anche per “sensibilizzare l’opinione pubblica”.

L’intervento conclusivo è dell’assessore regionale alle Pari opportunità, Manuela Bora: «Il tema della violenza rappresenta un momento d’incontro con diverse politiche, chiamando il legislatore ad essere sempre più efficace nel suo lavoro. Serve una risposta corale per coordinare le attività delle amministrazioni pubbliche, del privato e del volontariato»”. La Bora ha fatto riferimento alla necessità di attivare percorsi di rieducazione contro la violenza e di mettere in campo nuove forme di programmazione. In conclusione l’assessore ha voluto ricordare Valeria Solesini vittima degli attentati terroristici di Parigi.  Nel dibattito in aula sono intervenuiti diversi consiglieri regionali. La consigliera di Forza Italia Jessica Marcozzi ha auspicato che la giornata internazionale contro la violenza sulle donne non sia “un appuntamento di facciata”. Romina Pergolesi (M5S) ha ricordato che la violenza sulle donne è un “fenomeno trasversale che interessa tutte le classi sociali”. Il capogruppo Pd Gianluca Busilacchi ha fatto una breve riflessione sulle istituzioni che “hanno – ha detto – un ruolo importante sulla civilizzazione dell’umanità”. Secondo Sandro Zaffiri della Lega Nord “dobbiamo riflettere perché ci sembra che all’orizzonte invece di migliorare le cose stanno peggiorando”. Infine l’assessore regionale al Turismo, Moreno Pieroni, ha anticipato che verranno investite risorse per un percorso della spiritualità riguardante il santuario di Santa Maria Goretti.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X