L’appartamento-sold out:
il mondo in una stanza
TOLENTINO - Apertura della stagione teatrale con la pièce di Francesco Apolloni - LA RECENSIONE
La recensione di Francesca Mattiacci, Emma Scinti Roger, Chiara Mochi, Nicolas Tanese, Edoardo Costantini e Michele Polisano, studenti dell’istituto di istruzione superiore Filelfo di Tolentino, per il progetto “Le voci del teatro”:
Tolentino, Cineteatro Don Bosco. Si apre la scena nell’appartamento di una casa popolare di Roma con l’ingresso di Armando e Irene, coppia italiana di disoccupati trovatasi a spendere tutti i propri risparmi per l’acquisto dell’abitazione, convinti dell’affare vantaggioso. La situazione si ripropone analoga per altre due coppie, una marocchina (Osama e Amina) e una indiana (Ravì e Kalindi). Quando i sei si ritrovano contemporaneamente nella casa, capiscono di essere stati vittima di una truffa immobiliare. Inizia così una convivenza forzata causata dalla paura di perdere l’appartamento, di cui nessuno si scopre essere il legittimo proprietario. Inevitabili tensioni nasceranno così dallo scontro fra le diverse mentalità, che porteranno alla divisione dell’appartamento. Il colpo di scena è determinato dall’arrivo del legittimo proprietario Gioacchino Stasi, spacciato per morto. Minacciando di denunciare gli inquilini abusivi, questi si vedono costretti a prendersi cura di lui finendo per affezionarglisi.
La pièce è stata messa in scena domenica 22 novembre per la prima volta nel territorio marchigiano, su un testo di Francesco Apolloni con la direzione di Vanessa Gasbarri. La regista, nel corso dell’intervista, ha raccontato che le prove sono durate quaranta giorni, inizialmente con un impegno quotidiano di 8-9 ore, poi non-stop. Gli attori sul palco del cineteatro Don Bosco di Tolentino hanno dovuto fare i conti con spazi più limitati, in quanto si esibivano in una sala principalmente cinematografica. “L’intento era di fare uno spettacolo corale”, dice la regista, affermando di evitare parti più o meno principali, dando agli attori la stessa importanza ed eliminando i luoghi comuni, puntando invece ad un “senso comune”. La rappresentazione affronta un tema molto importante con molto coraggio, soprattutto alla luce degli ultimi eventi, cercando di evitare la classica “macchietta” attraverso un cast multietnico. Jonis Bascir, che ha interpretato il marocchino Osama e composto la musica dello spettacolo, per quanto riguarda gli eventi recenti, ci ha detto che “è forse la prima volta che le persone cercano motivazioni diverse dalla religione” e ha dichiarato di aver notato una differenza nel pubblico. Quanto allo spettacolo ha sottolineato la diversità del proprio modo di pensare rispetto al personaggio interpretato, in quanto appartenente, infatti, alla “seconda generazione”, perché nato e cresciuto in Italia. Ha posto anche l’accento sulle analogie, come il difendersi dai luoghi comuni, in un divertente mix tra cultura marocchina e romana. ”L’attore deve scoprire le pause e fidarsi del testo”, ha detto Enzo Casertano (Gioacchino, il vecchio proprietario dell’appartamento), raccontandoci di aver passato tempo con suo padre per capire come si muove un uomo anziano.
Una commedia divertente e audace, adatta a tutti i tipi di pubblico capace di intrattenere lo spettatore in maniera intelligente attraverso l’ interpretazione brillante degli attori, tra cui si annoverano Alida Sacoor (Amina), Rishad Noorani (Ravì), Marine Galstyan (Kalindi) e Gabriella Silvestri (Irene), e la riflessione consapevole e mai scontata su problematiche indubbiamente attuali.
