Dipendenti Fabi in mobilità
Il sindaco: “Se servisse mi incatenerei”

MONTE SAN GIUSTO - E' stato fissato per venerdì il confronto tra l'azienda e i sindacati nel quale si decideranno le sorti dei 120 operai. Andrea Gentili spiega di non avere alcun peso in questa fase e invita le parti alla massima apertura
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Azienda Fabi Shoes

 

di Sara Santacchi

Si decideranno venerdì le sorti dei 120 operai della Fabi Shoes di Monte San Giusto, in mobilità da oltre un mese. E’ stato fissato per la fine di questa settimana l’incontro in programma tra i sindacati e l’azienda, dopo i precedenti colloqui avvenuti in questo periodo per comprendere la posizione delle due parti. Se il provvedimento dovesse essere confermato,  partire da gennaio oltre 100 dipendenti resterebbero a casa. Una situazione difficile e quasi inaspettata quella in cui si è trovata la nota azienda calzaturiera che il mese scorso ha avviato le procedure per il ridimensionamento del personale considerato in esubero (leggi l’articolo). Non è certo il modo migliore per avvicinarsi al Natale, dunque, quello che stanno affrontando le cento famiglie che vedono in forte discussione il proprio lavoro. Una situazione che non lascia indifferente neanche Andrea Gentili, sindaco di Monte San Giusto, che  deve fare i conti con le gravi difficoltà di una delle realtà aziendali più importanti del territorio: “Il mio auspicio è che si trovi una soluzione nell’incontro in programma – ha commentato – usando quanto più possibile il buon senso. So che la Fabi sta attraversando un momento delicatissimo e, oltretutto, avvicinandoci alle feste non è facile mettere tante persone in questa condizione. Mi auguro che se dovesse essere confermata la decisione della mobilità, possa essere solo momentanea e ridimensionata a un numero inferiore di dipendenti. Purtroppo in questa fase io non ho alcun peso – ha continuato Gentili – Se incatenarmi davanti all’azienda potesse servire, lo farei anche domani mattina, ma in questo momento penso che serva concretezza e per questo è necessario il massimo impegno sia da parte dei sindacati che dall’azienda per trovare un accordo senza guardare esclusivamente alla propria posizione o fare muro contro muro”.



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