Monsignor Napolioni, il vescovo scout:
“Don Orione resterà la mia parrocchia”
CAMERINO - Subito dopo aver ricevuto il cappello rosso, il parroco nominato alla guida della diocesi di Cremona chiede scherzando: “Devo tenerlo? Questo non è il berretto da montagna”. Monsignor Brugnaro: "Il papa gli ha affidato una comunità importante. Anche lì troverà un ottimo torrone". Il sindaco Cesare Martini lo saluta ricordando il precedente del cardinale Menichelli: "Per fare carriera nella chiesa, bisogna passare per San Severino
di Monia Orazi
“Devo tenerlo? Questo non è il berretto da montagna”. Sono le prime parole scherzose, riferite al cappello da vescovo, di sua eccellenza don Antonio Napolioni, il sacerdote scout, da sempre vicino ai ragazzi, nominato da papa Francesco nuovo vescovo di Cremona, una delle diocesi più grandi d’Italia con oltre 370 mila abitanti e oltre trecento sacerdoti. E’ stato l’arcivescovo di Camerino monsignor Francesco Giovanni Brugnaro a dare l’annuncio ufficiale nel museo diocesano, in contemporanea con Cremona e la Santa Sede, alle 12 in punto, leggendo la lettera del Nunzio Apostolico (leggi l’articolo). Subito dopo l’esperto presule mette sul capo del nuovo vescovo il cappello circolare rosso e la collana di metallo con la Croce, simbolo dell’apostolato episcopale. Nello spirito gioviale e scherzoso che da sempre lo contraddistingue, il nuovo vescovo, 58 anni il prossimo 11 dicembre entrerà nella diocesi lombarda non prima del gennaio 2016, ha alternato momenti di scherzosa simpatia e di grande commozione.
COMMOZIONE – “In questi giorni, da quando il Nunzio Apostolico in Italia mi ha comunicato la decisione di papa Francesco di nominarmi Vescovo di Cremona, ho avvertito meraviglia, confusione, timore e trepidazione, unite a gioia e pace. Mi sento piccolo, sorpreso, spiazzato”, ha detto commosso monsignor Napolioni, leggendo il suo primo discorso dopo la nomina. “Per quanto potesse essere nell’aria, sinchè non ce l’hai nella carne, non disturba e non coinvolge sino in fondo. Quando ti senti dire dell’annuncio del papa che ha pensato a te per una chiesa grande come quella di Cremona, tremi – ha detto il nuovo vescovo – ringrazio il signore per aver trovato questa semplicità di cuore e la metto a disposizione della mia nuova chiesa”. Riguardo alla futura destinazione, il presule ha voluto spiegare che “non sono le mie aspettative quelle che contano, vengo dagli scout, il cui atteggiamento è esplorare, ascoltare, osservare, valorizzare e riconoscere le tracce del Signore vivente in ogni frammento di umanità autentica, questo sarà il metodo che cercherò di mettere in atto”.
Don Antonio, come lo chiamano tutti i suoi parrocchiani, mentre a Camerino da sempre in tanti lo chiamano don Antonello, lascia dopo cinque anni di intensa attività la parrocchia di San Severino Vescovo, la chiesa di Don Orione. “Non oso parlare della parrocchia di San Severino Vescovo, perché la ferita si apre proprio ora. E con le lacrime si scrive male – ha detto il nuovo vescovo nel suo messaggio – Se vi capiterà di rimpiangere questo parroco che parte, non pensate che ne sarò felice. Anzi, vorrà dire che ho lavorato male, legandovi più a me che a Gesù. Andate avanti con la stessa fiducia e lo stesso entusiasmo che mi avete testimoniato in questi anni. Per me, questi anni restano un faro di esperienza umana e pastorale: ogni volta che parlerò di “parrocchia”, in qualche modo avrò nel cuore e nella mente l’unica parrocchia di cui sono stato, a tempo pieno, servo e padre”.
RICORDI – Nelle sue intense parole il ricordo dell’ispirazione del papa, di tutti i vescovi succedutisi a Camerino, sino a Brugnaro che gli sta dando le prime indicazioni sul nuovo importante ministero. Non poteva mancare il ricordo di un sacerdote importante, significativo nella scoperta della sua vocazione: “Don Ferdinando Cappelletti, che mi ha introdotto alla bellezza della liturgia, all’amore per la montagna, al senso di appartenenza alla diocesi e al presbiterio, senza vuoti clericalismi. La mia vocazione è maturata tra gli scout e tra i preti, specie quelli di Camerino, per dilatarsi poi negli anni del Seminario a Fano e nelle tante esperienze vissute anche fuori diocesi, la più importante delle quali è stata certamente il servizio di formatore in Seminario Regionale, per ben 17 anni”. Il motto da vescovo, di Don Antonio Napolioni sarà “Servite il Signore nella gioia, perché tra gli scout ho imparato a servire i ragazzi, perché cercavo gioia e felicità, che non ho trovato sino a quando non ho trovato il senso di questo servizio in Gesù, questo motto racchiude la mia storia ed una proposta di vita per i giovani e la gente”.
L’AUGURIO DI MONSIGNOR BRUGNARO – “Il Papa gli affida una diocesi importante, bella e piena di storia, attività e fecondità, che ha dato i natali a numerosi santi, dove come Camerino si produce il torrone – ha commentato monsignor Brugnaro – penso che questo atto di fiducia del Papa possa ottenere per noi una risorsa ancora più grande, perché è vero che ci priviamo di un sacerdote importante, ma contemporaneamente sappiamo che quando il Signore prende nella sua missione, colmerà in altra maniera”.
Nelle parole del vescovo Brugnaro traspare il forte legame con il nuovo vescovo di Cremona: “Il Papa scegliendo Don Antonio ha avuto trasparenza e coraggio contro le opinioni e la mentalità da cui ero escluso e che vi sono note, doniamo a Cremona un sacerdote non a cuor leggero, ma mossi dal dovere della missione che ci anima, lui è un uomo di grande esperienza, uno dei sacerdoti più giovani della nostra diocesi, vicario pastorale, aveva la responsabilità dell’unificazione delle parrocchie in modo da creare unità pastorali, per adeguarle al sempre minore numero di sacerdoti. Sentiranno la sua mancanza soprattutto i giovani e le famiglie, perché in questi tre anni ci eravamo dedicati in particolare alla loro cura”. Monsignor Antonio Napolioni ha annunciato che sarà consacrato vescovo a Cremona, alla presenza di monsignor Brugnaro, di monsignor Dante Lanfranconi suo predecessore, che avendo compiuto 75 anni lo scorso marzo, come previsto dalle norme ecclesiastiche, si è dimesso dalla carica. “Non voglio fare uno sgarbo a Camerino o San Severino – ha detto Napolioni – ma è una scelta in coerenza con l’annuncio, non si può fare un matrimonio senza la Sposa, la chiesa di Cremona, vi chiedo di pregare tanto e spesso per questo vostro figlio che va in sposo a una Chiesa lontana, da oggi in qualche modo sorella della Chiesa camerte e settempedana. E arrivederci”.
L’AUGURIO DEL SINDACO CESARE MARTINI – Presenti i sindaci di Pievebovigliana Sandro Luciani, di dove sono originari i genitori del nuovo vescovo Mimmo e Angiolina ormai deceduti e da lui ricordati con commozione, di Camerino Gianluca Pasqui e di San Severino Cesare Martini. “Per fare carriera ecclesiastica sembra si debba passare da San Severino – ha scherzato Martini riferendosi al cardinale settempedano Menichelli – scherzi a parte, queste sono grazie per la comunità settempedana, questa mattina sentendomi con sua eccellenza don Antonio gli ho detto che meritiamo queste grazie, il cuore della comunità di San Severino soffre per questa nomina ed insieme il mio da cittadino, ma la mente in modo razionale lo accetta come grande segno di misericordia, speriamo che il grande vuoto che si crea, venga riempito”. Martini ha poi ricordato la grande sensibilità di Don Antonio, nei momenti tragici vissuti da San Severino, scossa da perdite di giovani vite: “Da un male estremo, attraverso le sue parole è riuscito a far sorgere un bene dopo eventi tragici, che sono stati vissuti in modo serno e con l’accettazione da parte della comunità e delle famiglie colpite, ciò è merito di Don Antonio e delle sorelle di Santa Chiara”. Sino a ieri, come ha svelato Brugnaro, a Cremona si credeva che proprio lui per molti anni docente del seminario regionale lombardo, dovesse andare al soglio episcopale. In una battuta l’arcivescovo di Camerino si è lasciato sfuggire la possibilità di una prossima visita di Papa Francesco a Camerino, “per una mezza giornata”, ha bisbigliato. L’ultimo sacerdote della diocesi camerte, elevato alla dignità della nomina vescovile, era stato monsignor Luigi Scuppa, designato vescovo di Fabriano.








Buona Strada Amico Scout.