Quasi 5000 studenti maceratesi
dai banchi alle aziende
I progetti di alternanza scuola lavoro in provincia in crescita e la legge di riforma della scuola fornisce nuovi incentivi. Il tema al centro di un convegno alla Camera di Commercio con la deputata Pd Irene Manzi
Unire il sapere al saper fare, così Giuliano Bianchi, presidente della Camera di Commercio di Macerata sintetizza il senso del progetto Fuoriclasse alternanza scuola lavoro. Oggi nella sede dell’ente si è parlato delle novità che in questo campo arrivano dalla legge sulla “Buona scuola” recentemente approvata dal Parlamento e su cui sono in corso numerosi incontri nel territorio per completare l’iter normativo. Con l’avvio del nuovo anno scolastico, sono coinvolte tutte le componenti scolastiche ma anche tutti coloro che vi si interfacciano, a partire dal mondo del lavoro e dell’impresa, per la realizzazione di una nuova organizzazione non solo amministrativa ma anche didattica. Sono intervenuti nella sala Guizzardi la deputata maceratese del Pd Irene Manzi componente della commissione cultura, Paola Paolinelli dirigente regionale, Domenico Mauriello funzionario di Unioncamere e Lorenza Natali dell’area Promozione dell’ente camerale. In provincia la pratica dell’alternanza scuola lavoro è radicata in più di 10 anni di sperimentazione e nell’ultimo anno scolastico sono stati quasi 5000 i ragazzi ospitati in oltre 1800 aziende.
La legge chiama diversi enti ad interagire, a partire dalle Camere di Commercio, alle quali la riforma assegna rinnovate funzioni, essendo chiamate a gestire il nuovo registro nazionale per l’alternanza scuola-lavoro con un’area aperta e consultabile gratuitamente ed una sezione speciale del registro delle imprese a cui dovranno essere iscritte le imprese che si occupano di alternanza scuola-lavoro.Ma anche per la prevista loro partecipazione nei laboratori territoriali per l’occupabilità, attraverso la compartecipazione, con altri enti pubblici e locali, università, associazioni, fondazioni, enti di formazione professionale, istituti tecnici superiori e imprese private, per il raggiungimento di obiettivi ambiziosi: orientamento della didattica e della formazione ai settori strategici del made in Italy, in base alla vocazione produttiva, culturale e sociale di ciascun territorio; fruibilità di servizi propedeutici al collocamento al lavoro o alla riqualificazione di giovani non occupati; apertura della scuola al territorio e possibilità di utilizzo degli spazi anche al di fuori dell’orario scolastico. Irene Manzi ha ricordato tra le novità che ci saranno dal 2016 la destinazione di 100 milioni di euro per favorire questo strumento che da volontario diventa cardine della formazione e la possibilità di rivolgersi per la propria esperienza anche a ordini professionali, enti di promozione sportiva e museali
(g.c.)


Con questi cento milioni, pagateci i ragazzi che vanno a fare i periodi di prova lavorativo magari evitando che uno studente di elettronica vada a pulire cartucce per fotocopiatrici. Fate capire l’utilità di guadagnarsi con le proprie capacità uno stipendiuccio che con 20/30 anni di governo nessuno ha fatto. Lasciate perdere la ” Buona Squola ” e lasciate che siano direttamente studenti, professori e imprenditori ad interagire tra loro. La politica ha fatto la sua bella figura, adesso lasci fare a chi ha competenza acquisita e non presunta.