Nomina di Pompei nel mirino di M5s:
“Diamo alla volpe il controllo del pollaio”
IL CASO - Il deputati Cecconi e Terzoni intervengono sulla scelta di Ceriscioli di confermare il dirigente regionale alla guida dell'Arpam: "Faremo un'interrogazione parlamentare"
E’ nel mirino anche dei deputati marchigiani del Movimento 5 Stelle la conferma alla direzione dell’Arpam dell’ingegner Mario PompeI. Le perplessità espresse da alcuni cittadini che hanno interessato l’autorità Anticorruzione (leggi l’articolo) sono ribadite in sede politica da Andrea Cecconi e Patrizia Terzoni. «Con la nomina di Mario Pompei a direttore generale di Arpam, il presidente Ceriscioli ha definitivamente gettato la maschera – sostiene il deputato pesarese – commentando la conferma dell’ingegner Pompei a capo dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale – Direi che ora non vi siano più dubbi sulla natura delle promesse di cambiamento elargite in campagna elettorale. Ceriscioli ha scelto un dirigente regionale che spicca per il numero di incarichi ricoperti contemporaneamente: da responsabile unico della costruzione di nuovi ospedali alla direzione del recupero del teatro Vaccaj di Tolentino. Mille incarichi per una sola persona – incalza Cecconi – mi chiedo quanto tempo potrà dedicare a ciascun compito».
La nomina a capo di Arpam smuove ulteriori questioni in ordine di opportunità, per il parlamentare marchigiano: «Qui il punto non è tanto se l’ingegner Pompei sia o meno competente a dirigere l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, quanto se sia in grado di garantire una qualunque forma di terzietà. Pompei è il dirigente regionale a capo del servizio Infrastrutture, Trasporti e Energia e incaricarlo di guidare un’agenzia che si occupi di controllo ambientale è un po’ come assegnare alla volpe il controllo del pollaio. Come si può pensare che un dirigente incaricato di disporre la costruzione di ospedali, strade e centrali elettriche possa anche dirigere l’Agenzia regionale volta al controllo ambientale? Da un lato darà il via a grandi opere, bandirà gare d’appalto, esercitando anche scelte importanti relative ai siti e ai materiali scelti, mentre dall’altra controllerà che il suo stesso operato sia conforme alla tutela ambientale del territorio. Praticamente controllore e controllato faranno capo alla stessa persona. Ceriscioli – conclude Cecconi – finge di dimenticare l’entità degli interessi che ruotano intorno alla creazione di nuove infrastrutture e all’efficientamento energetico della Regione prestando così il fianco ad un conflitto di interessi capace di tradursi in una bomba di corruzione e mettendo in serio rischio la salute dei cittadini e del territorio che amministra. Possibile che tra gli amici degli amici non abbia trovato nessun’altro?»
Sulla stessa linea la portavoce del Movimento 5 Stelle all Camera Patrizia Terzoni: «Per noi comuni mortali le giornate durano 24 ore. Mario Pompei evidentemente ha dei superpoteri per cui ha a disposizione 72 ore al giorno. Una concentrazione di “interim” da far imbarazzo persino ai vecchi draghi della pubblica amministrazione durante la prima Repubblica: ci si chiede se riuscirebbe a sopravvivere la regione Marche senza di lui. La verità, invece, è che quanto emerge da una segnalazione fatta all’agenzia nazionale anticorruzione da alcuni coraggiosi cittadini, non ci sorprende affatto. Con il Pd, l’addensamento di cariche e mansioni su un solo uomo sono la norma. L’incompatibilità è palese, per questo chiediamo all’Anac di intervenire. Insieme agli altri deputati M5S marchigiani presenteremo un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo se non ci sia, nel caso Pompei, una eccessiva e irregolare concentrazione di competenze» .



e i consiglieri regionali m5s che dicono?