Comandante dei vigili
assolta dall’accusa di mobbing
CIVITANOVA - Daniela Cammertoni è stata prosciolta ieri dal giudice del lavoro del tribunale di Macerata. L'avvocato della difesa: "E' stato un periodo molto tormentato per la mia assistita"
Il comandante dei vigili urbani di Civitanova Daniela Cammertoni è stata assolta dall’accusa di mobbing. Il processo si è svolto davanti al giudice del lavoro del tribunale di Macerata e, iniziato nel 2008, si è concluso ieri. La comandante era assistita dall’avvocato Gian Mario Maestrini, che spiega come la vicenda abbia creato un grande disagio alla sua assistita: «E’ la conclusione di un periodo molto tormentato che ha segnato in maniera profonda il comandante, sia da un punto di vista lavorativo che umano. La vicenda riguardava un dipendente, M. B., che riteneva di essere vessato e perseguitato sul posto di lavoro. Ha riportato molti episodi avvenuti tra il 1997 e il 2006». Le accuse erano legate all’assegnazione di mansioni pericolose e di turni faticosi. «Ora bisognerà aspettare 60 giorni per conoscere le motivazioni della sentenza (decisa dal giudice Giovanni Iannielli, ndr) – conclude Maestrini – Naturalmente nessuno può dire che non ci sarà un ricorso in appello, ma confidiamo nella sicurezza delle scelte adottate dal giudice».

In Italia non esistono leggi sul mobbing. Se si riesce a provare una persecuzione da parte del datore del lavoro si ricorre al codice civile o similare. Comunque sia, per provare il mobbing, si fa un inchiesta dove un funzionario interroga i colleghi di lavoro ( il mobbing può venire anche da loro ) che di questi tempi è già tanto se dicono di conoscerti di vista. Dimostrare poi il nesso tra malattia eventuale ( crisi d’ansia e depressione anche gravissime) e mobbing ( che, ripeto non ha leggi specifiche ) e difficilissimo.