Presunto falso su di un controllo,
tre militari della Capitaneria a giudizio
PROCESSO - La vicenda riguarda il cambio di destinazione d'uso di una motonave. Uno di loro dovrà rispondere anche di abuso d'ufficio per una autorizzazione all'ingresso al porto di Civitanova
Tre militari della guardia costiera sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di aver fatto un falso relativamente al cambio di destinazione d’uso di una motonave. Per uno di loro l’accusa contesta anche l’abuso d’ufficio per via di una autorizzazione all’accesso al porto di Civitanova. Il processo si aprirà il 26 gennaio davanti al collegio del tribunale di Macerata. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Cristina Polenzani, che ha coordinato le indagini, i militari Michele Palermo, 52 anni, di Varese, residente a Civitanova, Cristoforo De Giuseppe, 51, residente a Senigallia, Manuel Proto, 27, di Cariati, residente a Senigallia avrebbero formato un atto falso sul cambio di destinazione d’uso di una “nave minore”, la Valeria (8An002). Palermo avrebbe agito in qualità di titolare della Delegazione di spiaggia di Porto Recanati addetto e capo area tecnico, amministrativa, operativa dell’Ufficio circondariale marittimo di Civitanova, Proto in qualità di militare nel ruolo di truppa con il grado di sottocapo in rafferma in servizio all’Ufficio circondariale di Civitanova per i servizi di delegazione di spiaggia di Porto Recanati e De Giuseppe quale primo maresciallo comandante della delegazione di spiaggia di Porto Recanati. Secondo l’accusa, nel documento avrebbero attestato falsamente di aver effettuato il 16 ottobre del 2012 un controllo di polizia marittima ed amministrativa, insieme al proprietario della nave Valeria, e di essersi recati all’arenile di Porto Recanati e di aver verificato la presenza della motobarca da pesca Valeria constatando l’avvenuto sbarco di attrezzature da pesca. Con questo rapporto veniva autorizzato il trasferimento della motobarca Valeria dal servizio di pesca al traffico, atto amministrato propedeutico – dice l’accusa – alla successiva pratica di adeguamento del motore del motopeschereccio Toscanu 4SB270 dello stesso proprietario della nave Valeria. Questa l’accusa che viene rivolta a tutti i tre militari, mentre a Palermo viene contestato anche l’abuso d’ufficio perché, il 27 maggio del 2014, avrebbe autorizzato l’accesso al porto di Civitanova ad un’auto di proprietà della moglie di un amico. Il processo dovrà fare chiarezza su quanto accaduto, dal canto loro i militari respingono le accuse, ritenendo di aver agito in modo regolare e che il controllo, quel 16 ottobre di tre anni fa, c’era stato. Palermo è assistito dall’avvocato Stefano Chiodini, De Giuseppe dal legale Giovanni De Benedittis, Proto dall’avvocato Aldo Cingolani.
(Gian. Gin.)