Felice debutto de “L’incudine e la rosa”

RECENSIONE - Al teatro Leopardi di San Ginesio il binomio Garcìa Lorca - flamenco

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GARCIA LORCA (3)

Giorgio Contigiani

 

di Walter Cortella

Danza e poesia seguono spesso strade distinte. Ognuna ha i suoi luoghi deputati, i suoi interpreti, i suoi seguaci. Ma talvolta esse si incrociano ed allora nasce una nuova e gradevole forma di spettacolo, il teatro-danza. Se poi la poesia è quella di Federico Garcìa Lorca e la danza è il flamenco, allora lo spettatore rimane di certo appagato. C’è un filo che lega il grande poeta spagnolo ed il flamenco: sono entrambi andalusi e questa loro comune radice spinse Garcìa Lorca negli anni ’20 del secolo scorso ad affrontare, con tanto amore e profondo impegno, il tema della cultura gitano-andalusa. Per sensibilizzare artisti e scrittori del suo tempo su questa complessa tematica e nel contempo per nobilitare il flamenco affrancandolo da quell’aria di danza popolare, da taverna, tenne due famose conferenze dedicate al Cante jondo e al Duende e accolte con grande successo dagli ambienti culturali. Con il primo termine viene identificata la forma più profonda e seria del flamenco, mentre il secondo evoca l’idea, sostenuta da una solida tradizione, di uno spirito maligno che occupa le case per inquietare, con rumori, tramestii, canti e danze notturne, i suoi abitanti.

GARCIA LORCA (4)

Andreina Bracci

Il suo impegno culturale si completò con due importanti raccolte di liriche, Poema del cante jondo e Romancero gitano, nate dalla sua felice vena poetica e ispirate al mondo gitano. Giorgio Contigiani, attore e regista marchigiano, ha avuto una brillante intuizione: abbinare la poesia gitana di Garcìa Lorca ed il flamenco andaluso e dar vita ad uno spettacolo originale e a modo suo accattivante, del quale è interprete e regista.


Con questo suo nuovo lavoro L’incudine e la rosa, presentato in anteprima assoluta al teatro Leopardi di San Ginesio, Contigiani ha voluto rendere omaggio alla immortale poesia del grande poeta spagnolo.
La serata si articola in due parti: nella prima l’attore-regista porta in scena i passi più significativi delle conferenze suddette, accompagnati dalle musiche di Manuel de Falla, Francisco Tàrrega e Claude Debussy, mentre sullo schermo scorrono le animazioni video con quadri di Romero de Torres, Goya e Sargent. La sua voce, dal timbro caldo e profondo, è particolarmente adatta a performances del genere. Si muove con sicurezza e non disdegna, influenzato forse dalla atmosfera dello spettacolo, di accennare qualche passaggio coreografico mentre sposta il baule che contiene oggetti di scena.

GARCIA LORCA (1)In questa nuova avventura lo accompagna la ballerina di flamenco Andreina Bracci, originaria di Macerata ma da qualche tempo trasferitasi in Sardegna. La sua esibizione, sempre misurata e fatta di vigoria ma anche di grazia, è stata apprezzata dal folto pubblico e sottolineata da calorosi applausi. Il suo repertorio va oltre il flamenco e nella seconda parte dello spettacolo, mentre Giorgio Contigiani interpreta da par suo le poesie di Garcìa Lorca tratte dalle celebri Raccolte, lei esegue, su musiche originali composte al computer dal maceratese Emanuele Evangelista, danze contemporanee, evidenziando una non comune versatilità. L’incudine e la rosa, vero e proprio omaggio alla poesia gitana di Federico Garcia Lorca, è uno spettacolo ricco, nel quale si combinano con gusto molti ingredienti: poesia, musica, danza, canto andaluso e animazioni video. La recitazione di Giorgio Contigiani è all’altezza dei contenuti lirici dei testi proposti e la danza di Andreina Bracci, fasciata da eleganti e variopinti costumi che ne esaltano le graziose fattezze del corpo, ha catturato l’attenzione del pubblico.

GARCIA LORCA (2)Il debutto de L’incudine e la rosa è stato più che positivo. Lo spettacolo è gradevole e ben strutturato, ha solo bisogno di una breve fase di rodaggio, che inizierà fin dal prossimo 28 novembre, alle 21,15,al teatro Apollo di Mogliano per poi spiccare il volo.

(Foto di scena di Luca Bussotto)


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