La passione di Pepe Mujica
in un libro con i suoi discorsi
MACERATA - "La felicità al potere" presentato dalla curatrice Cristina Guarnieri ieri al Claudiani in una sala gremita
Il video con un estratto del discorso di Josè Mujica alle Nazioni Unite
Sala gremita per la presentazione del libro di José “Pepe” Mujica “La felicità al Potere”, ieri al’Hotel Claudiani di Macerata, con la presenza di Cristina Guarnieri e organizzato dal Movimento 5 Stelle cittadino. La giovane curatrice del libro e direttrice della casa editrice Eir ha rapito l’attenzione dei presenti raccontando la sua storia di “passione” che l’ha portata a conoscere l’ex presidente dell’Uruguay ed a realizzare questo straordinario libro. Un incontro inaspettato e fruttuoso dal quale è nato il primo e finora unico libro firmato dal presidente Mujica, una delle figure politiche più amate degli ultimi anni, sia in Sudamerica che nel mondo. Nel libro, curato dalla Guarnieri insieme a Massimo Sgroi, ci sono un’intervista esclusiva a “Pepe” Mujica, i discorsi più importanti e famosi del presidente, tra cui spiccano il discorso sulla felicità proferito al G20 in Brasile nel giugno 2012, altri discorsi che affrontano i temi della legalizzazione della marijuana, dei matrimoni gay, della lotta contro la mafia, il tema dell’autogestione delle imprese, il rapporto tra Mercosur e i paesi del Brics, l’Europa, il mondo globalizzato, la decrescita e la cura dell’ambiente.
La prefazione al libro racconta perfettamente Mujica: “Vivere per quattordici anni nelle condizioni più disumane che un uomo possa sopportare, ostaggio di una dittatura feroce fino a dimenticare il proprio volto. Essere prima guerrigliero e poi deputato, senatore, ministro e, infine, presidente della Repubblica dell’Uruguay. Rinunciare al 90% dello stipendio per vivere felice dedicando il tempo della vita alla terra e al rapporto con gli altri. Questo e molto altro è José “Pepe” Mujica, il presidente più famoso del mondo. A quasi 80 anni è l’esempio più scomodo che esista per l’intera classe politica planetaria, perché il “Pepe” è l’esempio vivente di come si può pensare al bene comune senza avere brame di potere e di ricchezza vivendo, anzi, come qualsiasi cittadino della propria nazione”



