Bancarotta preferenziale,
indagato il farmacista Angelini
CIVITANOVA - La vicenda riguarda il fallimento della Rotoltec di Tolentino. Nel fascicolo del pm, oltre al consigliere comunale civitanovese, anche l'amministratore della ditta, Giorgio Domenico Zingaro. Oggi sono stati sentiti in procura. La difesa: "Siamo tranquili, si è trattato di normali pagamenti a dei fornitori"
di Gianluca Ginella
Fallimento della Rotoltec di Tolentino, indagato per bancarotta preferenziale il farmacista civitanovese Daniela Maria Angelini, consigliere comunale, ritenuto dalla procura di Macerata l’amministratore di fatto dell’azienda. Con lui è iscritto nel registro degli indagati anche l’amministratore della società fallita, Giorgio Domenico Zingaro, 59 anni, residente ad Ancona. Oggi sono stati interrogati in procura e si sono difesi dando la loro ricostruzione dell’accaduto e negando di aver favorito, nella bancarotta, alcuni creditori piuttosto che altri come invece gli contesta la procura.
Duecentomila euro circa di debiti pagati nel 2013 ad alcuni dei creditori della Rotoltec, azienda che produceva rotoli di carta, fallita nel 2014: per questo sono indagati il farmacista Angelini, 59 anni, amministratore di fatto, e Zingaro, amministratore della ditta. Secondo gli inquirenti Angelini e Zingaro nell’ambito del fallimento dell’azienda avrebbero saldato alcuni dei creditori, ossia i fornitori di carta che veniva poi utilizzata nella produzione dall’azienda, a discapito di altri. Da qui la contestazione da parte del pm Stefania Ciccioli, che coordina le indagini, di bancarotta preferenziale. Questa mattina Angelini e Zingaro, assistiti dall’avvocato Nicola Perfetti, sono stati sentiti alla procura di Macerata. Entrambi hanno fornito la loro versione dei fatti e portato documentazione a riprova di quanto sostengono. A loro dire i fornitori erano stati pagati prima che l’azienda andasse in crisi e in tempi in cui non c’era l’ombra del fallimento. In sostanza erano stati dei normali pagamenti che nulla avevano a che fare con la crisi, avvenuta in seguito, dell’azienda. Il loro legale, contattato, ha chiarito: «Siamo tranquilli e dimostreremo l’insussistenza degli addebiti mossi. I pagamenti erano stati effettuati per consentire all’azienda di andare avanti, credo che con la documentazione presentata potremo dimostrare che non c’è stata alcuna bancarotta preferenziale» ha concluso l’avvocato Perfetti.
