Assunzioni, consulenze e cerimonie:
chiusi i rubinetti agli enti regionali
REGIONE - Palazzo Raffaello delibera il contenimento della spesa per Arpam, Assam, Ersu e Erap. Diminuite del 50% le spese per relazioni pubbliche e patrocini. Sforbiciato il budget per le auto di servizio
Tagli alle spese degli enti regionali. Arpam (protezione ambientale), Assam (agroalimentare) Ersu (diritto allo studio) ed Erap (abitazione pubblica) dovranno stringere la cinghia. Le misure approvate dalla Giunta regionale riguarderanno le assunzioni, con contratti a tempo determinato o indeterminato consentiti solo per la riallocazione del personale delle Province, limiteranno le spese delle missioni, delle collaborazioni coordinate e continuative, degli incarichi di consulenza e studio. Tagli del 50% alle spese per relazioni pubbliche, rappresentanza, patrocini e cerimonie. Sforbiciato anche il budget per il noleggio e la gestione delle auto di servizio. «Si tratta di direttive necessarie per il controllo e contenimento della spesa che la Giunta ha adottato per sé e che applica ai suoi enti dipendenti – specifica l’assessore al personale, Fabrizio Cesetti – finalizzate ad assicurare il rispetto dei principi di efficienza, efficacia e buon andamento del loro operato. Tenuto conto delle consistenti riduzioni nel trasferimento di risorse statali, occorreva assumere specifiche determinazioni per la riduzione dei costi di funzionamento del sistema regione».

Si taglia per assumere alla regione tutti i profughi dalle provincie? Ho capito bene? Per il pubblico non c’è la cassa integrazione e poi la mobilità come tutti i disgraziati che lavorano nel privato e che devono pagare un sacco di tasse per mantenere il carrozzone. Quale legge divina deve sempre far distinzione tra chi lavora per il pubblico e per il privato. Perché i lavoratori pubblici prendono, lavorando meno, pensioni più alte di chi si è fatto il c,,, per tutta la vita? Ma possibile che prima o poi non salti tutto a cominciare dagli stipendi che prendete alla Regione. Almeno servissero a qualcosa, prima Spacca, adesso quest’altro che mi sembra pure peggio, e noi che si deve continuare a farvi sguazzare tra favoreggiamenti, decisioni opache e discutibili ecc. con la speranza di avere almeno ogni tanto qualche Procura che cerchi di vederci chiaro, ma tanto nessuno vi sposterebbe, eventuali processi andrebbero sempre in prescrizione e anziani a cui nessuno ha detto che il PD non è più quello di Berlinguer, che non esiste proprio più, continuano a votarvi.
Non si tratta di assumere i profughi delle province, ma di ricollocarli. Non vedo un’altra soluzione (il licenziamento?). Meno male, diciamo, che almeno la provincia scompare! Dico ‘almeno la provincia’ perché la prefettura purtroppo resta.