Municipale, Mariotti: “Ricorsi infondati
Nessuno ha fatto il test di Rorschach”

CIVITANOVA - Il segretario del Comune replica alle accuse dei candidati Ercolanoni e Benigni che contestano lo svolgimento della prova psicologica: "E' giusto che chiedano chiarimenti ma non possono gettare fango sugli esaminatori"

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Piergiuseppe Mariotti, segretario del comune di Civitanova

Piergiuseppe Mariotti, segretario del comune di Civitanova

di Marco Ribechi

Il processo di selezione per il nuovo dirigente dei vigili urbani di Civitanova si è svolto in maniera corretta. E’ questo il sunto dell’intervento di Piergiuseppe Mariotti, presidente della Commissione esaminatrice, che pur ritenendo legittima la possibilità di fare ricorso da parte dei candidati Ercolanoni e Benigni (leggi l’articolo), non accetta che sia messa in dubbio la professionalità degli esaminatori. «E’ giusto che candidati selezionati chiedano chiarimenti e notizie in merito ai giudizi riportati nelle prove sostenute, eventualmente tutelandosi in giudizio se si ritengono ingiustamente qualificati – dice Mariotti – è assolutamente intollerabile il fatto che costoro, nel fare le loro rimostranze, ledano l’onorabilità di stimabili professionisti che hanno operato nella commissione, dimostrando invece la propria assoluta incompetenza nella specifica materia». I candidati esclusi hanno mosso le loro accusa soprattutto riguardo il test psico-attitudinale, affermando che l’esame di Rorschach non sarebbe valido perchè incompleto e svolto in maniera frettolosa: «Le loro critiche contestano la professionalità dello psicologo presente in commissione, anche affermando che avrebbero fatto visionare il test ad una diversa psicologa “tra le migliori d’Italia”- continua Mariotti – Proprio per rispetto della professionalità di chi ha lavorato con me a questa importante selezione, non posso esimermi dal chiarire pubblicamente che l’errore lo hanno commesso i candidati. La prova sostenuta non è il test di Rorschach, come essi affermano, bensì il test di Zulliger, che deve svolgersi proprio nelle modalità in cui si è svolto, con proiezione di tre diapositive sul muro, attraverso un proiettore di immagini, da visionarsi per 12 – 15 secondi, seguito dall’attività dei candidati di scrittura su un apposito elaborato delle impressioni riportate. Si tratta di un test standardizzato e molto utilizzato anche dalle forze armate per la selezione dei propri ufficiali, quindi chi svolge attività assimilate avrebbe dovuto conoscerlo. Il test non era certo finalizzato a tracciare il profilo della personalità dei candidati, bensì ad indagarne alcune capacità richieste a un buon dirigente: capacità organizzative, capacità relazionali e capacità cognitive. Probabilmente, visti gli esiti e i successivi sviluppi, il test ha colto nel segno. Dunque, sbagliati i presupposti, sbagliate le conclusioni. Tanto si deve a chi ha lavorato con impegno e professionalità nell’auspicio che una maggiore riflessione e una più approfondita conoscenza dei fatti porti i candidati interessati a maturare le proprie decisioni con più serenità, qualità necessaria per svolgere un lavoro così delicato».


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