Neri Marcorè a tutto campo
Simpatia in cattedra,
musica in piazza
MACERATA - Gremito incontro in Aula magna con l'attore, Filippo Davoli e Claudio Sanfilippo che hanno presentato l'album "Avevamo un appuntamento". Inaugurato il corso di laurea in scienze del servizio sociale. Il messaggio agli studenti: "Cercate di capire quali sono i maestri buoni, perché ce ne sono tanti" - FOTO/VIDEO

Neri Marcorè con Claudio Sanfilippo sotto al loggiato del Comune

Edoardo De Angelis, Filippo Davoli, Neri Marcorè, Nazzareno Rocchetti e Matteo Zallocco
di Federica Nardi
(Foto di Lucrezia Benfatto)
“Educare alla bellezza è la prima esigenza di chi insegna”. Così il direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Ermanno Calzolaio ha salutato il numeroso pubblico dell’Aula Magna. Una platea di studenti, insegnanti e appassionati accorsa per l’inedito trio composto dall’attore Neri Marcorè, il cantautore milanese Claudio Sanfilippo – autore tra gli altri per Finardi e Mina – e il poeta maceratese d’adozione Filippo Davoli. La presentazione dell’album “Avevamo un appuntamento” ha inaugurato il corso in Teorie, culture e tecniche per il servizio sociale. Il disco è un piccolo gioiello di musica e poesia che condensa nelle sue tracce la storia di un incontro artistico, ma soprattutto di un’amicizia.
Dopo i saluti del rettore Luigi Lacché, il presidente del corso di laurea Giuseppe Rivetti ha intervistato i tre ospiti, accompagnati a sorpresa da Edoardo De Angelis, uno dei più noti cantautori italiani. “Le Marche sono un luogo di riferimento – ha affermato De Angelis – Tempo fa ho scritto a Rivetti per proporre un insegnamento sulla canzone d’autore italiana. Penso sia importante trasmettere quello che si è imparato, non solo nozioni ma sentimenti e passioni”.

Il pubblico in Piazza della Libertà
Il dialogo è stato da subito sereno e scherzoso, un’ora e mezza di aneddoti sulla genesi dell’album e preziose riflessioni sulla vita e sull’ispirazione artistica. “Bisogna affrontare la vita senza filtri, saper ascoltare l’altro – ha ribadito più volte Davoli – Noi siamo solo strumenti al servizio dell’arte”. Interpellato in chiusura da Rivetti, Marcorè – tra una battuta e una risata – ha regalato agli studenti un ultimo consiglio: “Le lezioni migliori nella vita vengono dagli sbagli. Sappiate a chi affidarvi, cercate di capire quali sono i maestri buoni, perché ce ne sono tanti”.
I tre artisti si sono poi spostati nel loggiato del Comune per un piacevole fuoriprogramma al bar Centrale che ha visto le poesie di Davoli in dialogo con le chitarre di Sanfilippo e Marcorè, trattenutosi quasi un’ora per prendere parte alla performance.























Complimenti per l’iniziativa, in particolare all’amico Filippo.