Finanziere sotto accusa,
salvato da uno scontrino
CINGOLI - Un militare è stato assolto dal reato di concussione mentre è stato dichiarato prescritto quello di abuso di ufficio. Gli veniva contestato di aver chiesto documentazione fiscale ai titolari di un locale per evitare di pagare il conto
di Gianluca Ginella
Finanziere sotto accusa per concussione e abuso d’ufficio, il Tribunale lo assolve dal primo reato e dichiara prescritto il secondo: a salvarlo uno scontrino di 6 euro. Oggi per un militare delle Fiamme gialle si è conclusa una vicenda cominciata una sera all’interno di un locale di Cingoli dove il finanziere era entrato come cliente e poi, come aveva spiegato al processo, aveva deciso di fare degli accertamenti vedendo che, a parte a lui, non venivano fatti gli scontrini.
Ingiallito e stropicciato, uno scontrino fiscale è stata una delle prove presentate dal difensore di un appuntato dei finanzieri, 51enne, che hanno portato all’assoluzione del militare imputato al tribunale di Macerata con accuse gravissime: concussione, tentata concussione e abuso d’ufficio. Per le contestazioni relative all’ipotesi di concussione il finanziere è stato assolto, mentre per l’abuso d’ufficio i giudici hanno dichiarato di non doversi procedere perché il reato è prescritto. Lo scontrino era stato battuto da un locale di Cingoli nel 2007. Ed era la prova che il finanziere aveva pagato il conto e dimostrava che l’iniziativa di chiedere ai titolari di presentare documentazione fiscale non era legata alla volontà di non pagare le consumazioni sue, della compagna e di una coppia di amici. Le accuse riguardavano proprio il fatto che il finanziere si sarebbe rivolto ai titolari del locale presentandosi come appartenente alle Fiamme gialle, e gli veniva contestato di aver detto di appartenere al Nucleo di polizia tributaria, quando invece apparteneva ad un altro reparto (all’epoca era in servizio a Falconara). I titolari gli avevano detto di non avere la documentazione richiesta e il finanziere era ritornato una settimana dopo. Ma questa volta gli era stata rifiutata la documentazione e il finanziere era stato denunciato. Gli veniva contestato di aver agito fuori dal territorio di sua competenza (ma al processo è stato dimostrato che gli era consentito) e di aver fatto tutto di sua iniziativa. Ma nel corso del processo il difensore dell’imputato, l’avvocato Roberto Tiberi, ha mostrato documentazione relativa al fatto che il militare aveva subito fatto una relazione sia telefonica che di servizio al proprio reparto. «Sono contento che dopo anni si sia dimostrata l’infondatezza dell’accusa, parliamo di reati che per un appartenente a un corpo militare sono gravissimi» commenta l’avvocato Tiberi al termine dell’udienza. Le indagini erano cominciate nel 2007 ed erano state coordinate dal pm Andrea Laurino, ora alla procura di Ancona. Oggi in aula l’accusa era sostenuta dal pm Enrico Riccioni che ha chiesto la condanna ad un anno.
