Sciopero per la mensa,
il Comune non cambia le tariffe
Corvatta: “Basta contributi a pioggia”
CIVITANOVA - Il primo cittadino non torna sulla decisione che vede applicare le tariffe in base alle dichiarazioni Isee. "Il contributo del Comune prima veniva dato a tutti - dice il sindaco - ora va in base al reddito". La protesta delle mamme continua a Sant'Agositno
Prosegue lo sciopero per il costo della mensa. Questa mattina al suono della campanella 22 mamme hanno prelevato i figli dalla scuola Sant’Agostino di Civitanova Alta e li hanno riportati alle 14 per il dopo scuola. Ad aderire alla protesta per ora solo 22 bambini sugli 89 che frequentano il tempo pieno: tutta la quarta elementare e 8 alunni della quinta, anche se la raccolta firme al momento si estende a tutto il plesso. All’uscita da scuola però le mamme che hanno appoggiato l’iniziativa non avevano troppa voglia di parlare: la referente non ha voluto dire nulla rispetto a quanto comunicato ieri (leggi l’articolo). Questa la reazione di altri genitori. «Non voglio presentare l’Isee perché non vedo il motivo di far sapere al Comune e a tutti il mio reddito – ha detto una mamma che preferisce rimanere anonima – se ho uno scooter, la targa dell’auto o i conti in banca probabilmente potrei avere un contributo e non rientrerei nella fascia di reddito oltre i 45mila euro, ma per 30 euro al mese non vale la pena. Il costo di 4,95 è comunque ingiustificato anche considerando la qualità del cibo». La presentazione dell’Isee rappresenta un problema anche per un’altra mamma. «Mi sono informata e ad esempio il fatto che i suoceri vivano nel nostro stesso nucleo familiare – ha detto il genitore – fa aumentare l’Isee, non lo trovo giusto». Ci sono invece anche mamme che considerano la progressione fra Isee e contributo del Comune una scelta corretta anche se si trovano nella fascia più alta di redditi, ma contestano la mancanza di chiarezza e informazione fin dal principio. «Troppo poco il tempo a disposizione delle mamme per poter scegliere eventualmente se iscrivere o meno al tempo pieno i bambini – ha spiegato Elisabetta, genitore di una bambina che frequenta la scuola – o per presentare domanda. Ho aderito anche io alla protesta ma non per il discorso degli scaglioni di reddito. Mi sono informata, ho letto la delibera e le normative e credo sia giusto. Il costo della mensa non è aumentato per tutti, cambia il modo di distribuirlo. Non sono però d’accordo sulla qualità dei prodotti che vengono dati. Lo stesso affidatario del bando che scade nel 2018 porta i pasti anche ad una mensa di una ditta privata e con poco più di 6 euro hanno un assortimento e un rifornimento completamente diverso, la qualità di ciò che viene consegnato è scarsa». Una mamma, arrivata a piedi, sulla vicenda ha commentato: «Non capisco perché tanti problemi ad accettare il fatto che se si è benestanti non si ricevono contributi mentre il Comune aiuta chi ha bisogno, credo sia giusto, non siamo tutte d’accordo a scuola, la protesta è limitata a qualche genitore». Il preside Claudio Bernacchia sottolinea come la mensa sia però a regime e lo sciopero non abbia prodotto ripercussioni: «In questa prima fase non tutti i genitori lasciano i bambini alla mensa, soprattutto alla materna c’è più turn over, ad ogni modo lo sciopero non ha inciso sul funzionamento del servizio. Prosegue invece la raccolta firme».
Domani inizierà la mensa nel plesso di via Tacito, uno dei più vivaci nella raccolta firme, ma che al momento non ha comunicato se intenderà prendere parte allo sciopero come fatto dai genitori di Civitanova Alta. Tutto regolare nel plesso di via Regina Elena dove ugualmente si stanno raccogliendo le firme (350 circa i ragazzi tra elementare Dante Alighieri e i quattro plessi della materna, ma dove nessuno ha ritirato i figli dal servizio.
Il sindaco però non sembra affatto intenzionato a fare passi indietro: «Abbiamo agito sulla contribuzione con il sacrosanto principio della progressione, maggiore è l’Isee, minore è il contributo del Comune, è una scelta di equità sociale, i parametri sono ampi e nessuno ci farà tornare indietro da questa scelta di equità sociale – afferma Corvatta – E’ un processo irreversibile di giustizia e anzi, speriamo di riuscire a utilizzare oltre che gli scaglioni una progressione ancora più precisa per evitare che chi si trova a cavallo di poco fra due fasce sia penalizzato». Centinaia gli Isee presentati in Comune in questi giorni e i tecnici sono al lavoro per fornire anche un quadro più vario della situazione e capire bene come siano distribuiti redditi e contributi nella popolazione. Al momento il costo del servizio si aggira sul milione e mezzo di euro (circa 1.500 pasti serviti al giorno) per i quali il Comune contribuisce per circa 800 mila euro, mentre la restante parte è a carico delle famiglie. «Ma nessuno sta facendo cassa come alcune mamme lasciano intendere fomentando cattiva informazione – aggiunge Corvatta – la spesa è sempre la stessa, ma mentre prima il contributo veniva dato a pioggia a chiunque ora è diversa solo la ripartizione, ma alla fine la spesa per le casse del Comune sarà all’incirca invariata».



Una delle poche cose fatte bene da questa amministrazione
quale?
Aver scajonato i contributi…nn vedo xche chi nn ha problemi economici debba avere aiuti dal comune
na mensa aziendale per un adulto va dalle 6 alle 7.50 euro…alla scuola pubblica 5 euro a pasto per un bambino di 6 anni ..qualcosa non torna..
quelli che hanno protestato sono di civitanova alta, spero che lo facciamo tutti
” E qui comando io, e questa è casa mia, ogni dì voglio sapere chi viene e che va”.
Fra un annetto chi vien non si sa ,
ma chi a partir,
sicuro sarà,
non faccio il nome
ma già ben si sa.
dove sono i rappresentanti di classe e d’istituto?