Nascimbeni, allo stadio dopo 26 anni
“Teniamoci stretta la presidenza Tardella”

L'INTERVISTA - Il noto avvocato ed ex dirigente della Maceratese mancava dall'Helvia Recina dal 1989, salvo una breve apparizione per ritirare un premio. "Ricordo come fosse adesso la firma dei contratti di Pagliari e Morbiducci. Oggi abbiamo la società che ha ottenuto i migliori risultati degli ultimi 40 anni"
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Gli avvocati Giancarlo e Massimo Nascimbeni quest'estate durante un incontro pubblico sullo stadio

Gli avvocati Giancarlo e Massimo Nascimbeni quest’estate durante un incontro pubblico sullo stadio

L'avvocato della Maceratese Giancarlo Nascimbeni è tornato allo stadio dopo 28 anni

L’avvocato Giancarlo Nascimbeni è tornato allo stadio dopo 26 anni

di Sara Santacchi

Sugli spalti dell’Helvia Recina, sabato, a vedere la Maceratese è tornato anche l’avvocato Giancarlo Nascimbeni che mancava da una partita della Rata dal 1989 (leggi l’articolo). Storico dirigente biancorosso per 18 anni, Nascimbeni ha vissuto gli anni d’oro della Maceratese di Pagliari e Morbiducci, ma anche momenti difficili e forti delusioni: “come quando mi sono allontanato dalla società”, spiega. Dopo anni nei quali ha seguito la squadra da lontano, a parte una breve apparizione nel 2013 per il ritiro di un premio, sabato è tornato a sostenere la Maceratese per la grande festa del ritorno in Lega Pro.

Avvocato Nascimbeni, come si è riavvicinato alla Maceratese?

“Quando ho lasciato il mio ruolo dirigenziale interno alla società, mi sono ripromesso che sarei tornato a seguirla solo se avesse giocato in categorie più alte rispetto a quella in cui l’avevo lasciata. Nel 1989 faceva la serie C2 e, non essendoci più questa categoria, ho tenuto fede alla mia promessa tornando a vederla in quella che è una C1 a tutti gli effetti. Speravo solo che arrivasse prima questo momento. In realtà poi alla Maceratese non mi sono mai allontanato del tutto. Inizialmente mi sono disamorato e poi nessuno mi ha più chiesto di avvicinarmi e ho continuato a seguirla da lontano”.

Com’è stato il ritorno allo stadio dopo 26 anni?

“In realtà due anni fa sono tornato per un tempo di una gara contro la Fermana per ritirare un premio. Anche in quel caso fu emozionante e non potevo rifiutare l’invito. Sabato entrare allo stadio mi ha fatto tanto piacere. E’ stato bello rivedere alcune persone. Ammetto che ho tremato un po’ quando siamo andati in svantaggio”.

Quali emozioni ha provato? 

Spettacolo sugli spalti dellHelvia Recina

Spettacolo sugli spalti dellHelvia Recina

“Diciamo che non sono stato fortunato con la direzione di gara, quindi ho avuto uno stato d’animo poco sereno e un po’ deluso nel vedere che la classe arbitrale non è migliorata rispetto ai tempi in cui l’avevo lasciata. Ci vuole più intelligenza, invece vedo arbitri troppo protagonisti senza averne le qualità. La sola ammonizione di Bucchi, dimostra che la decisione presa durante la gara, di allontanarlo, era inadeguata, per esempio”.

Come ha visto la Maceratese?

“L’ho vista bene. Aggressiva, discretamente messa in campo e con buone trame. La Lucchese mi è sembrata forse più organizzata, ma ha trovato subito il vantaggio per cui è normale che abbia giocato una gara diversa forte anche di questo. Per la Maceratese era la prima, in casa. Mi auguro solo che possa essere più fortunata di quanto non lo sia stato io ai miei tempi”.

Cosa ricorda di quando lei era dirigente?

“Il rapporto con i ragazzi. Facevamo una politica molto concentrata sui giovani e la soddisfazione più grande è aver contribuito alla loro formazione anche fuori dal campo. Oltre che a lanciare la carriera di qualche giocatore, mi rende soddisfatto pensare che tanti si sono realizzati dal punto di vista personale”.

Qualche aneddoto?

“Mah, più che aneddoti ho delle immagini che ricordo come se fossero adesso. La firma del contratto di Pagliari e Morbiducci, quella di Sentimenti all’Udinese o aver portato il Napoli qui per dieci giorni”.

Cosa pensa della presidente Tardella?

“Penso che i risultati parlino per lei. E’ senza dubbio il presidente che ha ottenuto i risultati migliori negli ultimi 40 anni. Avendola vista all’opera si tratta di un presidente energico che porta avanti le cose con sacrificio e impegno. Tutte qualità che me l’hanno fatta apprezzare e stimare. A questo aggiungo che è maceratese quindi auspico che i tifosi sappiano tenersela cara per evitare salti nel buio”.

Quali pensa possano essere gli obiettivi di questa Maceratese?

“Si parla di salvezza quindi dico quello. Aggiungo, però, che è nella tradizione maceratese fare filotti positivi come negativi. Siamo in un momento decisamente positivo quindi non escluderei che si possa vivere un campionato altrettanto entusiasmante”.

 



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