Buste contenenti polvere in due Comuni
Scatta procedura anti antrace
ALLARME - Sono arrivate questa mattina negli uffici di San Severino e Caldarola. All'interno anche un foglio in cui era scritto che contenevano materiale cancerogeno, amianto, e che dovevano bonificare l'ambiente. Uno dei dipendenti che hanno aperto le missive, Marco Feliziani: "C'era una sostanza di colore giallo avana, non sono preoccupato penso si sia trattato di uno scherzo"
di Gianluca Ginella
Buste con all’interno polvere sospetta sono arrivate nella tarda mattinata di oggi in due uffici comunali, a San Severino e a Caldarola: scattato l’allarme antrace, alcuni dipendenti sono entrati in contatto con la sostanza e sono stati visitati in ospedale. Il sospetto è però che possa trattarsi di amianto, come indicato da chi ha inviato le due lettere.
Due buste gemelle, che contenevano una polvere sospetta, indirizzate alla polizia municipale di San Severino e di Caldarola sono arrivate questa mattina agli uffici protocollo dei due Comuni. La prima ad essere aperta, intorno alle 11,45, è stata quella di San Severino, nell’ufficio in cui lavorano tre persone: l’addetto al protocollo, il maceratese Enrico Compagnucci, Massimo Lucarini, di San Severino, e con loro un lavoratore in mobilità. Ad aprire la busta, come prassi, sarebbe stato Compagnucci. Ha scoperto all’interno una polvere grigiastra e un foglio piegato in tre parti, su cui c’era una frase: “Materiale cancerogeno, amianto, bonificare l’ambiente”. I dipendenti comunali hanno allertato i carabinieri. Sul posto sono arrivati i militari della Compagnia di Tolentino e i vigili del fuoco di Tolentino insieme a personale del 118.
I vigili del fuoco hanno immediatamente avviato le procedure del protocollo Nbcr (che serve a contrastare le emergenze chimiche, batteriologiche e nucleari). Gli uffici sono stati evacuati e la busta è stata sigillata. Mentre i tre dipendenti sono stati portati all’ospedale di Macerata da dove poi nel primo pomeriggio sono stati dimessi. A distanza di circa due ore una seconda busta è stata aperta nell’ufficio protocollo a Caldarola. La prima a notare qualcosa di sospetto nella missiva è stato il vicesindaco Debora Speziani che ha chiamato l’addetto dell’ufficio, Marco Feliziani, che ha aperto la busta. «Dentro c’era una polvere giallo avana. E in un foglio c’era scritto che si trattava di polvere di amianto – spiega Feliziani –. C’era una affrancatura normale e veniva indicato un mittente». La busta risultava spedita da Firenze, il mittente indicato, su questa lettera come su quella gemella di San Severino, era un certo Giuseppe Alfieri di Ancona, residente in via Magenta (ma con ogni probabilità si tratta di un nome falso). Anche a Caldarola sono scattate le misure del protocollo Nbcr. I tre dipendenti che erano presenti sono rimasti negli uffici insieme al sindaco Luca Maria Giuseppetti, e al vicesindaco in attesa dell’arrivo dell’ambulanza per essere visitati. «La polvere l’abbiamo toccata, dopo ci siamo lavati subito le mani – continua Feliziani –. Non sono preoccupato perché penso si tratti di uno scherzo». Le due buste sono poi state affidate all’Arpam per accertare cosa sia la polvere che era contenuta all’interno.

(Foto di Andrea Petinari)

(Foto di Andrea Petinari)

(Foto di Andrea Petinari)

(Foto di Andrea Petinari)





Adottano il protocollo NBCR ma, all’interno dei locali, girano persone senza alcuna protezione…. Boh
È stato Osama Bin Laden.