Provincia, il prof Macedoni ai saluti
Grana sul ricollocamento dei dipendenti
AUSTERITY - La collaborazione con il professore treiese, coordinatore dell'ufficio di staff del presidente Antonio Pettinari, finisce il primo settembre su decisione della giunta che dà atto del suo contributo sempre professionale e del costante impegno: "Misura per contenere la spesa". Ancora irrisolto il problema dei posti del personale dell'ente in seguito del riordino delle funzioni. La Cisl: "Situazione veramente grave"

Fabio Macedoni
di Gabriele Censi
Nell’ultima riunione la giunta provinciale di Macerata ha esaminato la proposta del presidente Antonio Pettinari (mercoledì nominato presidente Upi Marche) di revocare l’incarico di coordinatore dell’ufficio di staff della presidenza a Fabio Macedoni (leggi l’anticipazione). La delibera votata all’unanimità approva la fine anticipata del rapporto di collaborazione con il professore treiese con decorrenza dal primo settembre. “Il presidente – si legge nella delibera – sulla base del regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi, pur riconoscendo il contributo estremamente professionale del dottor Macedoni ed il suo impegno costante e intenso manifestato senza soluzione di continuità in tutto il periodo in cui finora ha espletato le proprie mansioni, ha ritenuto di dover individuare, quale ulteriore misura di contenimento della spesa, la revoca anticipata del rapporto di lavoro in essere”.
Dunque i tagli ai finanziamenti costano il posto al più vicino collaboratore di Pettinari, che guida una giunta ridotta dopo le dimissioni di due assessori (Biagiola e Bianchini) e il passaggio a indennità ridotta di altri due per aver ripreso l’attività lavorativa (Lippi e Palombini).
La ripresa dell’attività politica a settembre avrà sicuramente all’ordine del giorno la questione Provincia con la grana del collocamento del personale. La Regione ha nei giorni scorsi previsto due importanti scadenze in merito al riordino delle funzioni amministrative. Entro il 20 settembre tutte le Province dovranno consegnare alla Regione l’elenco nominativo del personale assegnato alle funzioni provinciali da trasferire alla Regione ed entro il 15 ottobre tutti gli altri dati diversi dal personale.

Luca Talevi
La Cisl esprime preoccupazione per il futuro occupazionale dei dipendenti: «Nonostante questo impegno – scrive Luca Talevi, segretario Cisl Funzione pubblica Marche – rimangono intatti tutti i problemi legati al personale ed alla tenuta dei bilanci delle province. I dipendenti delle cinque Province marchigiane sono poco meno di 2.200 e poco meno di 500 unità (circa un quarto) transiteranno, con le rispettive funzioni, nella dotazione organica provvisoria della Regione ed i costi saranno coperti con i circa 20 milioni di euro del Fondo unico regionale per le Province. Alle Province, future aree vaste, rimarranno circa mille dipendenti (la metà degli attuali ) ma vi sono altri circa 500 lavoratori che dovevano essere “ricollocati” dal Governo ma che di fatto sono ancora a carico delle Province. Sono i dipendenti del Centro per l’impiego e della polizia provinciale. Questi ultimi potranno essere allocati o in Regione o Provincia (per seguire per esempio il controllo stradale nelle strade di competenza provinciale), qualora richiesto, oppure transitare all’interno delle varie polizie municipali a mano a mano che si liberano i posti nei Comuni. Per quanto riguarda i Centri per l’impiego le risorse, prelevate dal Fse, che il Governo metterà a disposizione solo per il biennio 2015/2016, per quanto recentemente incrementate, sono non adeguate per un adeguato mantenimento dei servizi e del personale e sarà quindi necessario un intervento economico delle Regioni che dovranno poi convenzionarsi con le province per la migliore gestione dei servizi alla cittadinanza. Nel frattempo le Province, caricate anche di costi inizialmente previsti a carico del Governo, sono tutte in uno stato di “pre – default” a causa del taglio 2015 di un miliardo e dell’altro miliardo di tagli in arrivo da gennaio 2016 nonostante siano rimaste a suo carico importanti funzioni quali la viabilità e l’edilizia scolastica che non si sanno più come coprire. La situazione è veramente grave e l’impegno mostrato dalla Regione non basterà se non affiancato da modifiche normative in grado di garantire i servizi e la più grande mobilità di dipendenti pubblici (24 mila a livello nazionale di cui oltre mille nelle Marche)».
La CISL conferma, nel modo di parlare del suo rappresentante, che la provincia è un ente INUTILE, che vive solo per mantenere se stessa. In realtà egli non afferma, come sarebbe invece giusto che facesse, che i risparmi così conseguiti possono essere utilizzati per fare cose buone per la società, per gli investimenti.