Grande schermo: a Civitanova
il primo festival del cinema

L'EVENTO - Si svolgerà all'interno del cinema Cecchetti e negli spazi all'aperto dell'ex balilla. Quattro serate dal 3 al 6 settembre: ospiti Antonietta De Lillo, giornalista e fotografa e il fumettista Alessandro Rak. E' realizzato in collaborazione con l'azienda Teatri di Civitanova e con il sostegno di Gas Marca e Ica

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Da sinistra Rosetta Martellini, Flavio Rogani, Michele Fofi, Peppe Barbera e i ragazzi del collettivo Gam

Da sinistra Rosetta Martellini, Flavio Rogani, Michele Fofi, Peppe Barbera e i ragazzi del collettivo Gam

di Laura Boccanera

Quattro giorni di proiezioni, mostra fotografica, concorso per cortometraggi e incontri con gli autori dal 3 al 6 settembre. E’ la prima edizione del festival del cinema di Civitanova, format ideato da Fango Assami con Peppe Barbera e con la collaborazione di Michele Fofi e che va a vivacizzare il settembre civitanovese. Non più solo “comparse” sporadiche all’interno di altri festival, ma una dignità di evento vero e proprio per il cinema che viene indagato come linguaggio non attraverso personaggi del gotha o da red carpet, ma autori che hanno molto da dire pur se conosciuti meno. L’idea è quella di raccogliere attorno al tema proposto che quest’anno è “Crisi, tra sogni infranti e opportunità di riscatto”, alcuni autori di cortometraggi e film che al meglio declinano il tema. Al festival è associato anche un concorso: un centinaio i corti pervenuti da tutto il mondo, Buenos Aires, Spagna, Messico, Belgio, 24 quelli selezionati dalla giuria composta da Paolo Doppieri (regista), Simona Lisi (attrice e danzatrice), Claudio Gaetani (docente di Laboratorio di linguaggio cinematografico), Valentino Paoletti (fotografo), Davide Garbuglia (docente di lettere, ideatore e coordinatore di 4 edizioni di Civitanova Film Festival), Enrico Tiberi (musicista, compositore, produttore discografico). Spetterà a loro assegnerà il Premio Stelvio Massi al miglior corto in gara con un premio di 800 euro. Ma ci sarà anche un premio del pubblico e quello assegnato da Fango Assami. Il festival, che si svolge all’interno del cinema Cecchetti e negli spazi all’aperto dell’ex balilla, si snoda attorno alle 4 serate: ospiti saranno Antonietta De Lillo, giornalista, fotografa che verrà anticipata dalla presentazione di “Let’s go”  documentario che racconta la storia di Luca Musella, fotografo, operatore, scrittore, oggi esodato professionalmente ed emotivamente. Il documentario è stato presentato al Torino film festival. Ci sarò poi il fumettista Alessandro Rak con la proiezione de “L’arte della felicità” film d’animazione e domenica, prima della premiazione Mario Arena, con “Gesù è morto per i peccati degli altri”. Costola del festival è la collaborazione con Gam, il collettivo associazione di giovani architetti maceratesi che organizzano e animano il festival “off”, nel giardino retrostante la biblioteca con “Ora Libera”. In esposizione la mostra fotografica sui luoghi in trasformazione, ma anche l’esposizione delle tesi di laurea dedicate a Civitanova da parte degli studenti dell’Università di architettura di Ascoli, street food e musica che accompagneranno i visitatori nella pausa del tardo pomeriggio fino all’inizio delle proiezioni dopo cena previste per le 21. Il festival è realizzato in collaborazione con l’azienda Teatri di Civitanova e con il sostegno di Gas Marca e Ica. «Il cortometraggio è un linguaggio autonomo – ha detto Paolo Doppieri presidente della giuria – non si tratta di film in miniatura. Nella selezione dei prodotti abbiamo voluto oltre all’aspetto tecnico e fotografico dare spazio al contenuto e alla pertinenza col tema dato, a ciò che si racconta più che a come lo si racconta». «L’attenzione che abbiamo avuto fin da subito ci ha fatto ben sperare – dice Michele Fofi – i corti arrivati da tutto il mondo ci lusingano e abbiamo voluto fare una scelta diversa rispetto ai grandi nomi del cinema, dando invece spazio alla produzione del sud Italia, con prodotti raffinatissimi e che ben fatti che lasceranno davvero stupiti gli spettatori». «Si tratta di un’iniziativa in linea con la politica culturale che Civitanova sta facendo da un paio di anni, si sentiva la necessità di dare autonomia al linguaggio del cinema, di solito relegato all’interno di altri festival. Abbiamo voluto promuovere Civitanova come città dei festival e siamo orgogliosi di considerare questo del cinema il quarto festival della città dopo Rive, Futura e Civitanova Danza».


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